In un'epoca ormai lontana il portiere di una nazionale veniva visto come una vera icona della stessa, in quanto suo estremo difensore per molto tempo.
Spesso quest'ultimo legava il suo nome anche ad una sola squadra di club, rafforzando al massimo il conetto di fedeltà alla maglia.
La tendenza era appunto quella di mantenere lo stesso numero uno per molto tempo, cambiando solo a seguito di particolari eventi o per la sopraggiunta inidoneità fisica dell'atleta.
Questa continuità nel ruolo ha fatto nascere vere e proprie scuole in alcune nazioni, capaci di dare sempre ricambio di grande livello al portiere di turno.
La Cecoslovacchia rappresenta un perfetto esempio di come si sia potuta sviluppare una dinastia di allo livello nel ruolo: dalla "rondine boema" František Plánička, si è arrivati a Imrich Stacho, fino ai portieri degli anni '80 Stanislav Seman e Jan Stejskal.
In mezzo a tali eccellenti portieri una particolare citazione la merita però Ivo Viktor, guardiano della porta della Cecoslovacchia campione d'Europa del 1976.
Tale posto d'onore lo merita per le straordinarie prestazioni offerte nel Dukla Praga e nel contesto della nazionale.








