mercoledì 21 giugno 2017

PRESENTAZIONE SORTEGGI EUROPA LEAGUE E CHAMPIONS LEAGUE 2017/2018

È incominciata ufficialmente, con i sorteggi dei preliminari di EUROPA LEAGUE e CHAMPIONS LEAGUE, la stagione calcistica 2017/18.
Molti i club ai nastri di partenza e se per la maggior parte si tratta di piccole squadre i grandi nomi non mancano ed anche le sfide a grande effetto. Al preliminare di EUROPA LEAGUE troviamo società blasonate quali: DINAMO BUCAREST, RANGERS GLASGOW, STELLA ROSSA BELGRADO ma anche VOJVODINA (uno degli ultimi campioni della Jugoslavia unita), DINAMO MINSK, gli ungheresi del VIDEOTON autori di una grande cavalcata europea in Coppa UEFA nela stagione 1985/86 in cui si arresero solamente in finale di fronte al Real Madrid, FK SARAJEVO, SLOVAN BRATISLAVA e LECH POZNAN. Fra le sfide più interessanti spicca sicuramente quella fra il BEITAR GERUSALEMME ed il VASAS BUDAPEST...squadre con un grande seguito nei due rispettivi paesi ed il ritorno in Europa a sei anni di distanza del RANGERS GLASGOW contro i lussemburghesi del PROGRES.
Nel secondo turno entreranno in scena anche i turchi del GALATASARAY già accoppiati agli svedesi dell' OSTERSUND, l' HAJDUK SPALATO che se la vedrà con la vincente di LEVSKI SOFIA-SUTIJESKA altra sfida interessante del primo turno che mette di fronte bulgari e montenegrini.
Direttamente al secondo turno BRONDBY e UTRECHT. Anche in CHAMPIONS LEAGUE troviamo già al primo turno preliminare alcune ex grandi d' Europa tra cui: L' ex squadra di Ferenc Puskas la HONVED BUDAPEST, il PARTIZAN BELGRADO, il MALMO, Il CELTIC GLASGOW ed il ROSENBORG.
Da non sottovalutare anche i polacchi del LEGIA VARSAVIA, il COPENAGHEN, l' APOEL NICOSIA ed il SALISBURGO.
Fra le sfide spicca sicuramente PARTIZAN BELGRADO- BUDUCNOST ovvero le squadre rappresentanti degli ultimi due "pezzi" della Jugoslavia unita in una partita che, a livello europeo, fino al 2009 non era possibile in quanto le due società militavano nello stesso campionato. Un " derby" che potrebbe riaccendere vecchie e mai del tutto cicatrizzate ferite figlie della guerra e di una convivenza a tratti forzata.
Da non perdere anche HAPOEL BEER SHEVA- HONVED con la squadra ungherese chiamata al confronti con i giustizieri dell' INTER nell' ultima EUROPA LEAGUE.
Da seguire anche ZRIJNSKI- MARIBOR altro derby dell' ex Jugoslavia che mette di fronte bosniaci e sloveni in un match che promette scintille.
Ma la partita davvero da non perdere è quella, a patto che i nordirlandesi del LINFIELD eliminino i modesti sanmarinesi del LA FIORITA guidati da DAMIANO TOMMASI, fra il CELTIC e lo stesso LINFIELD. Questo perchè i Nordirlandesi sono praticamente il RANGERS dell' Irlanda del Nord di cui condividono idee politiche e religiose infatti anche loro sono protestanti e cercano di non accogliere fra le loro file giocatori cattolici. I tifosi gemellati con quelli di Ibrox Park sono l' emanazione del nazionalismo nordirlandese mentre i tifosi del Celtic rappresentano i cattolici e l' EIRE più che uno Scozia- Irlanda del Nord il match rappresenta un EIRE- IRLANDA DEL NORD...l' ennesimo scontro fra protestanti e cattolici insomma un "Old Firm" in miniatura ma non per questo meno a rischio d' incidenti.
Fra l' altro la gara d' andata, FIORITA permettendo, si dovrebbe giocare a Belfast il 12 Luglio, non, di certo, un ottima idea visto che è l' anniversarioil 12 luglio della battaglia del Boyne e delle marce orangiste. Servirà a nulla magari, ma fossi la UEFA un pensiero allo spostamento della data lo farei. Una partita insomma che va oltre al calcio...



Danilo Crepaldi

domenica 18 giugno 2017

BOMBER D'ISRAELE

Seppur seguito con spasmodico entusiasmo nei confini nazionali, il calcio israeliano ha storicamente incontrato difficoltà a trovare una degna collocazione nel panorama calcistico internazionale.
A livello di nazionale la rappresentativa Biancoblu ha toccato il suo apice nel 1970, quando ha raggiunto per la prima ed ultima volta la fase finale di un Mondiale, così come raccontato in un nostro articolo.
Il nostro blog ha anche parlato del grande Eli Ohana, giocatore dalla tecnica squisita, protagonista anche in Europa, soprattutto con la maglia del KV Mechelen (o Malines nella dizione francese).
Probabilmente risulterà ai più sconosciuto colui che detiene il record di gol segnati nel campionato, vale a dire Alon Mizrahi.



Tale primato lo ottiene giocano per 17 anni nelle principali squadre della Ligat ha'Al, cambiando a tal proposito ben 9 club nel suddetto periodo.

mercoledì 14 giugno 2017

PER QUEL BAMBINO A CUI E' STATA RUBATA L'INFANZIA. LA VITA E LA SPERANZA


Seguendo le notizie, riguardanti bambini che vengono mandati a morire in guerre assurde e a lavorare per il continuo benestare di ricchi signori, notizie che arrivano violente, secche e che a noi paiono quasi normali e vengono inascoltate dalle nostre orecchie distratte da valori fatti di luccichio effimero e di parole vuote, vacue ed insensate; io voglio dire BASTA. Dico VERGOGNA, VERGOGNA e mille volte VERGOGNA! e VERGOGNA anche per me che scrivo impotente soggiogato dal mio apparente status di uomo libero che affronta la vita con un falso senso di serenitá. Vergogna per te che leggi queste parole patetiche, disperate e vacue. Vacue perché rimbalzeranno dagli occhi alla mente e, senza sfiorarne, la coscienza, si perderanno nell'oceano infinito dei pensieri incompiuti.

domenica 11 giugno 2017

IL COLOSSO DIARRA

L'evoluzione progressiva del calcio ha comportato un implemento delle caratteristiche dei singoli giocatori, ai quali viene chiesto di essere multitasking, ossia di saper fare più cose in modo ottimale, senza trascurare l'iniziale impostazione del ruolo
Ad esempio ad un centrocampista difensivo vengono richieste prestanza fisica, fiato inesauribile, acume tattico, discrete doti tecniche e come surplus anche un buon feeling con il gol.
Espressa in tale modo sembra che il profilo sia quello di un ipotetico superuomo, assolutamente in grado di eccellere sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
Tuttavia ci sono esempi recenti e non di mediani in grado di rispecchiare in pieno tali prerogative, finendo per essere considerati dei veri e propri campioni.
Agli inizi degli anni 2000 un prestante centrocampista maliano incanta tutta Europa per l'efficacia e la capacità di essere nel posto giusto al momento giusto.
A livello assoluto Mahamadou Diarra è stato, almeno per chi scrive, uno dei migliori interpreti di quello che definiamo grossolanamente centrocampista di quantità, diventando un perno fondamentale per le migliori squadre del continente europeo


La natìa Bamako è il primo palcoscenico del giovane Mahamadou che impressiona da subito per il grande fisico e per la sagacia tattica con la quale gestisce ogni fase di gioco.

giovedì 8 giugno 2017

PAT JENNINGS È UN SOGNO CHIAMATO IRLANDA.


Ci sono storie noiose, banali, strumentalizzate che parlano di piccoli giocatori che vogliono apparire grandi; poi ci sono storie di grandi giocatori che nella loro modestia appaiono piccoli anche se in verità sono dei colossi: è questo il caso di Pat Jennings leggendario portiere dell' Irlanda del Nord.
Pat giocava un calcio diverso dal nostro, un calcio che noi non seguiremmo mai, un calcio dove non si poteva mandare la palla direttamente fuori dal campo, e tanto meno trattenerla o farla rimbalzare due volte o fare quattro passi di corsa senza affidarsi all'aiuto di un compagno insomma dopo quattro passi la palla dovevi per forza passarla.
Quel calcio era conosciuto in tutta l' Irlanda con il nome di "calcio gaelico". Ed era il calcio gaelico, quello che tutti i giovani d' Irlanda amavano e seguivano quasi come una religione ed il giovane Pat Jennnings irlandese d' Irlanda non faceva eccezione. Il calcio degli inglesi non gli piaceva perchè per lui, ragazzo di Belfast, era il calcio dei padroni degli invasori venuti un giorno dal mare per conquistare la sua gente. Questo prima che andasse a difendere i pali delle porte del "White Hart Lane" casa del Tottenham e di "Highbury" tempio pagano e dimora dell’Arsenal e soprattutto quelli della porta dell’Irlanda del nord.


Non ha mai rinnegato il calcio gaelico e quando qualcuno gli diceva che era uno sport violento rispondeva: "Io non credo. Dipende dagli occhi con cui lo guardate. Se vi mettete a giudicare il calcio gaelico con lo sguardo che posate sul calcio, vi parrà forse una piccola barbarie. Ma se lo osservate come quando andate al rugby, quel rugby di cui tanto bene parlate, allora il mio calcio gaelico è un soffio, un vento leggero, un minuetto"

domenica 4 giugno 2017

DAL CIAD ALLA CONQUISTA DELLA FRANCIA

La parte nordorientale dell'Africa, tristemente segnata dal conflitto denominato "Guerra del Darfur' è in assoluto una delle più povere del pianeta, dove sopravvivere rappresenta già un enorme successo.
Desertificazione, carestie e scarsità di risorse rendono la vita nei suddetti paesi a dir poco difficile, lasciando ben poco spazio allo sport, nonostante il calcio rappresenti lo sport più popolare.
Se da un lato un paese come il Sudan ha comunque raggiunto traguardi importanti a livello di nazionale (storica la conquista della Coppa d'Africa 1970), dall'altro la stessa cosa non si può dire degli storici nemici del Ciad.
In una nazione dove la speranza di vita è bassissima e dove il reddito pro-capite è esiguo come si può pensare al gioco del calcio?
Mancando strutture ed organizzazione diventa impossibile coltivare i talenti e permettere alle giovani generazioni, già provate da condizioni socio/sanitarie pessime, di praticare e riuscire nello sport più famoso del mondo.
Tuttavia tra mille difficoltà qualcuno è riuscito a imporsi ad alti livelli, diventando calciatore professionista in Francia, paese colono del Ciad fino al 1960.
Nel nostro libro abbiamo parlato di Japhet N'Doram, brillante attaccante del Nantes, ma vale la pena parlare anche di un altro importante talento nativo di N'Djamena, Nabatingue Toko.


Fortissimo fisicamente e molto alto (187 cm), il giovane attaccante ciadiano sembra in grado di controllare e proteggere qualsiasi pallone, dimostrandosi adatto a fungere da totem di riferimento offensivo, ma anche a partire da più lontano sfruttando doti atletiche di altissimo livello.

mercoledì 31 maggio 2017

ROY LASSITER


Era la metà dell' ultimo decennio del '900, il Genoa, come succedeva da un po’ d' anni a quella parte, aveva fallito i suoi obbiettivi stagionali che parlavano di ritorno in Serie A. Genova  era avvolta da una cappa di caldo insopportabile e tutti correvano, appena potevano, a refrigerarsi nelle acque del mar Ligure che non saranno state blu come quelle dei Caraibi ma che da sempre riuscivano a regalare allegria e fresco a turisti ed indigeni.
Non tutti, però, erano sulle spiagge; gli ultras del Genoa erano a Pegli incuranti del calore che il sole buttava loro addosso appiccicandogli sciarpe e maglie rossoblu alla pelle. Erano arrabbiati non tanto per la mancata promozione quanto per la vendita agli odiati cugini blucerchiati dell' "aereoplanino" Vincenzo Montella idolo del tifo del Grifone. Vittime della protesta il presidente Spinelli e la sua dirigenza, rei di aver ancora una volta illuso e tradito il popolo genoano il cui pensiero andava ancora ai tempi gloriosi di Aguilera e Skuhravy, che, nonostante fossero ancora recenti, apparivano lontani anni luce proprio come i nove scudetti di cui il Genoa si fregiava.
Spinelli aveva pochi soldi e poche idee per calmare i tifosi e l' esperimento che aveva portato Alexi Lalas a Padova, due anni prima, aveva garantito un buon giocatore più soldi e pubblicità per il club veneto...Decise quindi di buttarsi anche lui sull' esotico mercato statunitense ingaggiando un bomber a stelle e strisce: Roy Lassiter. Roy era un giocatore di colore che in quel momento nelle file del Tampa Bay stava segnando grappoli di gol. Negli States era considerato il futuro dell' ancora acerbo calcio statunitense; colui che avrebbe dato gloria alla nazionale di Washington D.C.
Gloria sempre cercata e mai ottenuta.



Lassiter era nato a Washington e da bambino si trasferì nel North Carolina, dove si avvicinò allo sport: giocò inizialmente, da buon americano a Basket e a Baseball, sognando dapprima l' NBA e poi la Major League ma il buon Dio aveva altri piani per lui.