sabato 12 novembre 2016

GERD MULLER DES OSTENS

Per tutti gli appassionati del calcio anni '60 e '70 Gerd Müller è una vera e propria leggenda, essendosi imposto come un'implacabile macchina da gol nel corso della sua carriera
Seppur sgraziato ed apparentemente modesto dal punto di vista tecnico, il piccolo attaccante di Nördlingen ha fatto le fortune di Bayern Monaco e Germania Ovest segnando ben 730 reti tra tutte le competizioni.
Meno famoso è il suo alter ego della Germania Est, soprannominato in suo onore "Gerd Muller des Ostens", vale a dire Il Gerd Muller dell'Est.
Tale fenomeno risponde al nome di Joachim Streich e relativamente al fiuto del gol ha poco da invidiare al più celebrato collega dell'Ovest.

La sua carriera, iniziata a livello giovanile nella natia Wismar, si sviluppa dapprima nell'Hansa Rostock e soprattutto Magdeburgo, portato dal forte attaccante al successo in tre coppe nazionali.
Tali successi assumono un valore maggiore se si valuta l'egemonia della Dinamo Berlino nei successi nazionali, altresì fortemente condizionati dall'ingerenza dell'apparato politico.
Streich non cede alle lusinghe della squadra della capitale, privandosi di tante vittorie, ma restando "puro" agli occhi dei propri tifosi, che lo eleggono senza ombra di dubbio quale loro eroe.
Voci mai confermate vorrebbero addirittura che il forte centravanti fosse contrario al passaggio dall'Hansa Rostock al Magdeburgo e che solo le forti insistenze della federazione lo abbiano convinto al trasferimento.
Le cifre parlano di 229 gol in 378 partite di DDR-Oberliga, realizzati nei modi più disparati, smentendo chi lo ricorda esclusivamente come un centravanti d'area.


L'agile attaccante ama anche partite da lontano, sfruttando l'elevata velocità che gli consente di inserirsi in area con grande profitto.
Tale abilità gli deriva dagli iniziali trascorsi come ala destra, ruolo nel quale inizia ad imporsi nell'Hansa Rostock, prima che la sua proverbiale vena realizzativa lo porti nel definitivo ruolo di centravanti.
In ogni situazione dimostra una grandissima coordinazione, sia nel momento di calciare a rete, sia in acrobazia, dove regala esecuzioni dall'elevato coefficiente di difficoltà.
Streich è in grado di calciare con entrambi i piedi, anche se con il destro imprime grande potenza alla propria conclusione, anche nei calci da fermo.
Per le difese della Germania Est del tempo è un vero e proprio incubo ed i 4 titoli di capocannoniere conquistati in carriera testimoniano solo in parte il suo impatto nel contesto in questione.
Si può tranquillamente affermare come Joachim Streich viva davvero per il gol ed alla pari del "collega" Müller è solito ripetersi più volte nella stessa partita: ad esempio in una sfida tra il suo Magdeburgo ed il BSG Chemie Böhlen del 1977 va a segno ben 6 volte nel clamoroso 10-2 finale.
Le immagini di repertorio a disposizione sono rari e talvolta sfuocate, ma sono comunque utili per ammirare la sua completezza tecnica.


Le soddisfazioni personali non mancano anche in nazionale, del quale è recordman assoluto di presenze (98) e di reti realizzate (53).
Il suo rapporto con la rappresentativa orientale inizia nel 1969 e nell'arco di 15 anni lo vede prendere parte alle più soddisfacenti esibizioni della stessa.
Nel 1972 partecipa alla Olimpiadi di Monaco, segnando 2 reti che contribuiscono alla conquista della medaglia di bronzo.
Una delle sue reti la realizza nella storica vittoria contro la Germania Ovest per 3-2, al momento inatteso preambolo di quello che succederà due anni dopo.
Nel 1974 si gioca infatti la decima edizione del Mondiale ed è ancora la ricca parte occidentale della Germania ad ospitare la manifestazione.
Il destino, beffardo ed imprevedibile, mette di nuovo di fronte le due Germanie nell'iniziale girone.
Come tutti sappiamo il gol di Jürgen Sparwasser al 77' regala l'inaspettato successo alla formazione orientale, sorprendendo, ma fino ad un certo punto, il pubblico internazionale.
Quella allenata da Georg Buschner è una squadra ricca di talenti, tra i migliori della breve storia della DDR, assolutamente in grado di tener testa alle grandi favorite della vigilia.
L'eliminazione nel secondo girone per mano di Brasile, Olanda ed Argentina è decisamente onorevole, a dimostrazione ulteriore della bontà della scuola calcistica orientale.
Streich si mette in luce ovviamente come ottimo realizzatore, segnando il 2-0 nel match contro l'Australia ed il gol del pareggio nella sfida contro l'Albiceleste.


La sua prodezza proietta momentaneamente in vantaggio gli uomini di Buschner, 6 minuti prima che la rete del "Loco" Houseman (raccontato in un nostro precedente articolo) sancisca il definitivo 1-1.


Il suo nome diventa quindi leggendario non solo dalle parti di Magdeburgo e Rostock, tanto che anche a Berlino sono in molti a ricordare strepitose realizzazioni come questa contro l'Inghilterra.


Probabilmente i tifosi della capitale rimpiangono di non averlo potuto applaudire con la maglia di una delle squadra locali, con particolare riferimento alla "famelica" Dinamo.
Quello che gli è sfuggito in termini di vittorie lo ha pienamente recuperato con le parziali soddisfazioni ottenute in contesti dove era quasi impossibile ottenere successi.
Soprattutto a Magdeburgo non arrivano importanti gratificazioni anche in campo internazionale, nonostante prima del suo arrivo i biancoblu si fossero imposti nella Coppa delle Coppe 1973/1974.
Le sue 17 reti in 42 apparizioni internazionali comprovano tale andazzo, soprattutto se confrontiamo tali cifre con la sua media realizzativa in patria.
Streich resta però nella memoria degli sportivi quale grande e proficuo cannoniere, perfetto rappresentante di una generazione indimenticabile nella lunga storia calcistica tedesca, nell'unitaria accezione del termine.
Ma se ad Ovest c'era Gerd Muller ad Est c'era Joachim Streich ed alla luce di quanto detto... Scusate se è poco!!!


Giovanni Fasani


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