sabato 3 maggio 2014

UN CAMPIONATO DAVVERO MOLTO PICCOLO

Ogni giorno veniamo martellati da risultati e notizie dei più conosciuti campionati europei. Serie A, Premier League, Liga e Bundesliga la fanno sempre da padrone, lasciando saltuari spazi a campionati meno popolari a cui però partecipano squadre altamente blasonate.
Eppure in giro per il mondo è pieno di campionati (talvolta amatoriali) a cui prendono parte pochissime squadre. Non fanno eccezione, in questo caso, le Isole Scilly.
Ci troviamo nell'estremo ovest dell'Inghilterra, più precisamente a 45 chilometri dalla Cornovaglia; le Isole Scilly sono un arcipelago formato da poco più di 50 isole (la maggior parte disabitate), di cui St. Mary's è la più grande vantando circa 1600 abitanti, di cui un migliaio nella capitale Hugh Town.


Le Isole Scilly fanno parte della Gran Bretagna ma si autogestiscono, una sorta di contea all'americana per intenderci.
Nessuno sull'isola è calciatore professionista ed i lavori sull'isola sono dei più vari e comuni; ci sono parecchi pescatori e guide turistiche più una serie di altri lavori, per la maggior parte stagionali.
Anche l'età media non è di quelle da "calciatore", la maggior parte dei calciatori supera abbondantemente i 35 anni e c'è chi come Chas Wood di anni ne ha più di 70. Wood è il giocatore più anziano che prende parte al campionato ed ex presidente della lega. Ma andiamo con ordine.
Il campionato, la Isles of Scilly Football League, nasce negli anni 20 col nome di Lyonnesse Inter Island Cup a cui prendevano parte solamente le squadre delle 5 isole più grandi (facilmente riconoscibili dalla cartina mostrata sopra). Negli anni 50 però rimasero solamente due squadre (Rangers e Rovers), mentre negli anni 60 venne introdotta qualche squadra del sud dell'Inghilterra per dare maggior competitività.
Ma perché dunque è definito il "campionato più piccolo del mondo"? Semplice, perché dal 1984 prendono parte alla manifestazione solo ed esclusivamente due squadre: i Garrison Gunners (colori sociali amaranto-azzurro) ed i Woolpack Wanderers (colori sociali giallo-blu).


E come si fa a fare un campionato con sole 2 squadre? Ogni domenica, per 16 domeniche, le due squadre si affrontano sempre l'una contro l'altra. Il campionato ha inizio a novembre e termina a marzo ed oltre alle 16 sfide per conquistare il Lioness Shield, vi sono altre 3 competizioni più una gara amichevole.
Prima dell'inizio del campionato si gioca la Charity Shield, una sorta di Supercoppa che, come per i campionati più blasonati, sancisce l'inizio della nuova stagione ed il primo titolo da assegnare. Si gioca inoltre la "coppa nazionale", la Wholesalers Cup, e la Foredeck Cup che corrisponde alla coppa di lega, un po' come succede in Inghilterra che si hanno due coppe nazionali. E per concludere, il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, si disputa un'amichevole tra giovani e vecchi dell'isola.
Siamo quindi di fronte ad una serie di eventi più unici che rari.
Teatro delle partite è lo "stadio" Garrison Field che si trova nella capitale Hugh Town sull'isola St. Mary's. Come si può notare dalla foto, più che uno stadio sembra un campetto di periferia che però agli abitanti delle isole va più che bene per il loro divertimento domenicale.


Quello delle Isole Scilly è anche il campionato con meno "bandiere", le squadre vengono cambiate ogni anno anche se i giocatori sono sempre gli stessi. Una sorta di calciomercato locale per farla breve.
La selezione dei giocatori avviene tramite il classico metodo da campetti, ossia: all'inizio della stagione i due capitani si riuniscono e decidono, tramite lancio di una monetina, chi per primo sceglie il giocatore per completare poi la rosa dei 20 totali. Pazzesco se pensiamo che nel calcio in generale girano continuamente milioni di euro ad ogni finestra di mercato.
Si possono quindi sfidare membri della stessa famiglia, gruppi di amici o gruppi di colleghi e, nonostante ci sia un rapporto amichevole, le sfide sono spesso combattute, di quelle dove "non si fanno prigionieri".
Le sfide settimanali sono anche un momento di svago per i numerosi lavoratori dell'isola, un momento da condividere insieme per mantenersi in forma e passare del tempo con gli amici.
Da buona tradizione inglese il tutto finisce in un pub della città di Hugh Town, dove ogni post-partita viene celebrato con una birra e con le inevitabili considerazioni sul match, in perfetto stile amatoriale.


Matteo Maggio

Nessun commento:

Posta un commento