martedì 27 maggio 2014

LOTHAR EMMERICH

In tutti gli sport esistono giocatori che restano nella nostra memoria per sempre, lasciando un ricordo indelebile di vittorie o grandi prestazioni e venendo considerati veri e proprio miti dagli appassionati sportivi.
Uno sport come il calcio non si sottrae a questa celebrazione e credo sia impossibile tenere il conto di quanti giocatori ne abbiano fatto la storia, pensando a quanti fenomeni abbiano calcato i campi dagli albori fino ai nostri giorni.
In questi casi tifosi o giornalisti possono sbizzarrirsi a snocciolare nomi o classifiche di tali calciatori, andando a pescare tra i più forti e famosi di tutti i tempi.
Ancora più difficile è ricordarsi di quelli  che in queste "rievocazioni" difficilmente troverebbero posto; non perchè siano stati o sono giocatori modesti, ma perchè determinati eventi non ne abbiano consentito l'ingresso nell'olimpo del nostro amato sport.
Probabilmente il nome di Lothar Emmerich risulta sconosciuto a tanti, nonostante sia stato un fortissimo centravanti e portentoso realizzatore in 3 campionati europei.


Lega il suo nome alla squadra della sua città, Dortmund, partecipando a suon di gol ai successi dei gialloneri negli anni' 60.
Si dimostra subito centravanti dalle grande forza fisica , che si manifesta in piede sinistro potentissimo, con il quale riesce a trovare la porta in qualsiasi condizione, anche da distanze siderali.
Molto muscolo, è ovviamente fortissimo nelle palle alte, specialmente quando sfrutta con abilità i traversoni provenienti dalle corsie laterali.
Inoltre è abile a giocare per la squadra ,diventanto un riferimento importante per i compagni, ai quali è in grado di fornire passaggi vincenti con continuità.
L'esordio arriva durante la stagione 1963/1964, dove si impone all'attenzione generale realizzando 16 reti in 28 apparizioni oltre ad un numero di assist notevole per una punta centrale.
Ottiene il primo successo nel 1965 vincendo la Coppa di Germania a sconfiggendo in finale l'Alemannia Aachen per 2-0. La seconda realizzazione porta ovviemente la sua firma, regalando al Borussia Dortmund il primo successo in questa competizione.
La stagione successiva rappresenta il suo apice, entrando nella storia del club della Renania.
La squadra tedesca ha la possibilità di partecipare alla Coppe delle Coppe ed incentra la stagione su tale competizione. Emmerich si scatena letteralmente già dal primo turno.
Nel doppio impegno contro il maltesi del Floriana apre le marcature nel match giocato a Malta e terminato 1-5. Nella partita di ritorno il Borussia vince 8-0 ed Emmerich mette a segno addirittura 6 reti, stabilendo uno dei primati assoluti delle coppe europee.
Negli ottavi l'avversario è il CSKA Sofia che viene eliminato nonostante la sconfitta per 4-2 in Bulgaria, in virtù del 3-0 nella partita di andata. Nel ritorno Emmerich realizza la rete del 2-1, dopo il veemente arrembaggio della squadra bulgara.
Nei quarti di finale contro l'Atletico Madrid segna sia all'andata in Spagna, terminata 1-1, sia nella partita giocata a Dortmund e vinta per 1-0.
Realliza due doppiette nelle semifinali contro il West Ham, vinte dalle squadra tedesca per 1-2 e 3-1. Nella gara d'andata giocata a Londra segna i due gol nei minuti finali, ribaltando lo svantaggio inziale.
L'epilogo finale viene giocato contro il Liverpool e termina 2-1 per il Borussia, dopo un'accesa partita decisa nei tempi supplementari da un gol di Libuda.
Oltre alla soddisfazione della vittoria europea, vince il titolo di capocannoniere della competizione, realizzando addirittura 14 gol. Tale bottino rappresenta il record imbattuto di gol segnati in una sola edizione della Coppa delle Coppe.


L'anno 1966 lo vede incredibilmente prolifico anche in patria, dove vince il titolo di capocannoniere con ben 31 reti. Nonostante ciò il Borussia non riesce a vincere il titolo, terminando secondo a soli 3 punti dal Monaco 1860.
Nello stesso anno si gioca il Mondiale in Inghilterra ed Emmerich è atteso come uno degli attaccanti più forti del panorama europeo.
L'avventura per la Germania termina in finale contro i padroni di case ed Emmerich gioca un buon mondiale, impreziosito da una grandissima rete nel match contro la Spagna e vinto per 2-1.


Queste saranno però le ultime partite da lui giocate con la maglia della nazionale, pagando le scelte tecniche che prediligono altre soluzioni.
Con la Germania Ovest gioca solo 5 partite segnando 2 gol; tali numeri sembrano davvero stonare vicino agli altri da lui prodotti durante il suo periodo di attività.


La sua esperienza con il Borussia Dortumund continua con la solita continuità realizzativa, nonostante si interrompa la seria di vittorie.
A livello personale vince anche la classifica marcatori 1966/1967 a pari merito con Gerd Muller con 28 reti.
Proprio l'esposione di quest'ultimo offusca un po' la stella di Emmerich, che riesce comunque a mettere a segno 30 reti nelle due successive stagioni.
Nel 1969 a soli 28 anni ritiene terminata la sua esperienza a Dortmund, forse per mancanza di stimoli o forse perchè desideroso di trovare un ambito diverso dove mettere in mostra le sue doti.
Lascia con un bottino finale di 126 reti in 215 partite di campionato e decide di approdare in Belgio, nel Beershot.
L'impatto con il campionato belga è subito positivo, tanto da diventare capocannoniere nella stagione 1969/1970, segnando 29 reti.
Con la squadra di Anversa gioca in totale 3 stagioni, contribuendo alla vittora della Coppa del Belgio nel 1971.
L'anno successivo ha la possibilità di cimentarsi con il suo terzo campionato, venendo ingaggiato dalla squadra austriaca del Karnten.
In Austria resta due stagioni, non riuscendo nella sua specialità di vincere la classifica cannonieri, nonostante segni 20 reti il primo anno e 21 il secondo.
Nel 1974 ritorna in Germania per giocare in squadre di serie minori, come Schweinfurt, Wurzburger e Kickers Wurzburg. In tali contesti continua a segnare con la solità continuità, fino al 1978, anno nel quale decide di terminare la sua prolifica carriera.
Dopo una lunga eperienza come allenatore nelle serie minori tedesche, scompare nel 2003 ad appena 62 anni.
In estrema sintesi stiamo parlando di uno dei più grandi realizzatori della storia del calcio, che a suon di gol si è conquistato il suo spazio in tale ambito.
La stessa storia l'ha forse un po' dimenticato e l'esplosione di autentici fenomeni hanno fatto sì che Emmerich non abbia al momento la rilevanza che merita.
Nella nostra memoria restano le sue reti e come buona parte di esse abbiano contribuito alle fortune delle squadre nelle quali ha giocato.
Anche in questo caso il termine "bomber" sembra davvero appropriato.


Giovanni Fasani

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