martedì 13 maggio 2014

MATTHEW LE TISSIER

In un mondo del calcio globalizzato, dove i soldi e la visibilità giocano un ruolo predominante, non è difficile incappare in situazioni opposte, dove il cuore e l'istinto hanno la meglio su guadagni e fama.
E' altrettanto vero come tali fenomeni siano da ricercare agli albori di questo sport, quando di soldi ne giravano pochi e tutto era un po' più amatoriale e meno standardizzato a schemi e modelli ora in uso.
Tuttavia la storia del calcio ci ha lasciato anche qualche esempio in anni più recenti, di chi ha preferito essere grande in un contesto piccolo, svincolato da compiti tattici ed assolutamente dipendente dal suo smisurato talento.
L'ultimo indizio prima di arrivare al tanto celebrato nome è quello relativo al fatto che, probabilmente, stiamo parlando di uno dei giocatori tecnicamente più forti del calcio moderno, un vero e proprio spettacolo per gli occhi.
Per tutti gli appassionati il nome di tale fenomeno è Matthew Le Tissier, ma a Southampton preferiscono chiamarlo "Le God".


Nasce nel 1968 in una delle isole inglesi del canale della Manica, il Guernsey, dove inizia la sua avventura come calciatore.
Per le normative inglesi può quindi scegliere la nazionale per la quale giocare, grazie alla sua origine di "isolano". La scelta ricade sull'Inghilterra, nonostante con altre federazioni possa avere maggiori opportunità di scendere in campo.
Dopo qualche provino non andato a buon fine, si accorge di lui proprio il Southampton, che ne intravede le straordinarie qualità.
I dirigenti dei "Saints" non si sbagliano e danno vita ad uno straordinario connubio, che dura per tutto il periodo di attività del giocatore.
Le Tissier in campo è un vero prodigio, baciato da tecnica elevatissima, che gli permette di controllare la palla in modo sempre perfetto diventando il punto di riferimento primario per i compagni.
Come impostazione sarebbe un trequartista, ma non è raro vederlo davanti alla difesa ad impostare, proponendosi come leader indiscusso ed assolutamente libero di "creare" in ogni zona del rettangolo verde.
A volte sembra che abbia gli occhi anche dietro alla testa, riuscendo a vedere corridoi impossibili, dimostrando una visione a 360 gradi del campo.
Sua grande dote è quella di calciare indifferentemente con entrambi i piedi, avendo nel destro il suo piede naturale, con il quale riesce a trovare la porta con sorprendente precisione anche dalla lunga distanza e su calcio piazzato.
Sono proprio le giocate impossibili o le soluzioni improbabili a renderlo celebre, tanto che più di un portiere è stato battuto da una sua cannonata da 30 metri o da un suo sublime pallonetto.
Soprattutto nei primi anni di attività è in possesso di uno spunto irresistibile, grazie alle lunghe leve che gli permettono finte difficili da leggere per il difensore opponente.
L'unico suo limite è il fisico: in tutta la carriera non risulta mai avvezzo all'allenamento, non mostrando mai un fisico longilineo da atleta. Inoltre non disdegna qualche buona birra, che mal si bilancia con la scarsa vena al sacrificio.


Nei primi anni si mette subito in mostra ed arriva alla maturità calcistica come uno dei giocatori più forti del movimento britannico.
Ovviamente riceve offerte da più titolati club britannici, ansiosi di mettere sotto contratto un simile asso. Le Tissier rifiuta qualsiasi proposta, anche economicamente rilevante, restando al Southampton dal 1986 al 2001, scrivendo le pagine più belle del club. Tra mito e realtà si parla anche di un accordo scritto con il Tottenham che il giocatore decide di stracciare tra l'incredulità di tutti.
Dando un'occhiata alle statistiche appare evidente come le stagioni migliori siano quelle che vanno dal 1992 al 1995, dove fa letteralmente la differenza, segnando, nel solo campionato 50 reti.
Nonostante non sia un attaccante riesce a segnare con grande continuità, grazie a quella sua facilità di calcio che gli permette di realizzare gol memorabili.



Oltre a ciò è un rigorista praticamente infallibile, sbagliando un solo rigore dei cinquanta tirati in carriera. L'onore di rompere tale record spetta a Mark Crossley del Nottingham Forest, in una partita giocata nel 1993.
La decisione di restare a Southampton lo priva della possibilità di giocare per vincere, essendo la squadra inglese sempre impegnata nella lotta per non retrocedere.
Le vittorie di Le Tissier sono le salvezze ottenute, al quale contribuisce con 162 reti e con un numero infinito di assist per i compagni.
Se non l'aver mai giocato in una grande squadra non rappresenta un rimpianto, forse il rapporto con la nazionale poteva essere migliore e più soddisfacente.
Le Tissier gioca solo 8 partite in maglia bianca, scontrandosi con i dubbi dei vari commissari tecnici, che non ne apprezzano l'indolenza agli allenamenti e la scarsa adattabilità ai loro rigidi schemi.
Gioca la più importante partita il 12 febbraio 1997 contro l'Italia, in un match valido per le qualificazioni ai mondiali e deciso dal gol di Gianfranco Zola. Schierato seconda punta, non riesce ad incidere e l'allenatore Hoddle lo toglie nel secondo tempo. 
Appena migliore il rendimento con l'Under 21, con la quale gioca 21 partite e regala qualche sporadica magia e 3 realizzazioni.
A completare il suo strano rapporto con le squadre nazionali vi è una partita tra la squadra riserve dell'Inghilterra e quella della Russia: in tale contesto Le Tissier è letteralmente scatenato, realizzando 3 gol e cogliendo per due volte la traversa.
In una carriera così lunga è difficile estrapolare dei momenti decisivi, ma possiamo identificare 4 partite, ad esempio del suo talento e celebranti la sua carriera.
La prima la gioca il 14 febbraio 1994 contro il Liverpool; realizza una tripletta nel 4-2 finale per il Southampton, segnando al primo minuto di gioco e realizzando con freddezza due rigori per il successo finale.
Due mesi più tardi mette a segno altri 3 gol contro il Norwich, realizzandoli in appena 14 minuti e contribuendo al successo dei Saints nel pirotecnico 4-5 finale.
Nel 1996 il Southampton ottiene una delle vittorie più importanti e larghe della sua storia; il 26 ottobre 1996 travolge per 6-3 il Manchester United, con Le Tissier che realizza un meraviglioso gol al 35°minuto.


L'ultimo incontro da ricordare è quello che coincide con la sua ultima rete in Premier League, realizzata nel 3-2 contro l'Arsenal il 9 maggio 2001 ed ovviamente con una fantastica conclusione al volo.


La stagione 2001/2002 è l'ultima per Le Tissier che si concede solo 4 apparizioni e viene celebrato con una grande festa da tutto il pubblico.
Curiosamente si oppone al ritiro della sua storica maglia, la numero 7, che vuole sia assegnato al giocatore più fantasioso della squadra.


Chi ama il calcio non può che amare Le Tissier in quanto massima espressione di un talento naturale limpidissimo e di una genialità calcistica riscontrabile solo nei fuoriclasse.
Non c'è spazio per recriminazioni su quello che avrebbe potuto fare in contesti più elevati o se fosse stato più incline al sacrificio: per lui il massimo è essere stato "Le God" per i "Saints".


Giovanni Fasani

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