martedì 25 marzo 2014

PSV EINDHOVEN 1987/1988

Per tutti gli amanti del calcio l'Olanda rappresenta un paese di riferimento, al quale si guarda ammirati per le belle pagine che questa nazione ha regalato alla storia del calcio.
Negli occhi di tutti rimane il "calcio totale" dell'Ajax degli anni '70 che con il formidabile Cruijjf ha dominato la scena europea per anni, trasferendo anche in nazionale un sistema di gioco innovativo ed entusiasmante.
Negli anni '80 gli arancioni ottengono il loro massimo successo con la conquista degli europei del 1988, trascinati da Marco Van Basten e Ruud Gullit, futuri vincitori del Pallone d'Oro.
Soffermandoci sull'annata in questione dobbiamo però celebrare un altro successo dei Paesi Bassi, ma ottenuto da una squadra di club.
Questa volta non si tratta della già citata squadra di Amsterdam, ma di un altrettanto forte compagine che nella stagione 1987/1988 raggiunge la perfezione: il PSV Eindhoven vince tutte le competizioni alle quali è chiamato a partecipare.


Occore partire dall'inizio di detto biennio per meglio capire come si arrivati al successo finale.
Il club decide di dare nuovamente fiducia al precendente allenatore, nonostante le voci siano insistenti in merito ad un tentativo di ingaggiare Rinus Michels, tecnico della nazionale.
La volontà è quella di guadagnare credito a livello internazionale, sulla base di una sistema di gioco brillante e vincente.
La scelta di confermare Guus Hiddink alla guida della squadra parte proprio da questi presupposti, contando sulla sua meticolistà nelle sessioni di allenamento e nella sua sapienza tattica.


La stagione parte però con una cessione eccellente, non molto digerita dai tifosi, nonostante il sostanzioso ritorno economico che essa comporta.
Il PSV cede il già citato Ruud Gullit al Milan, privandosi, di fatto, di uno dei giocatori più forti del periodo, proprio nel momento della sua massima crescita.
Oltre a lui, il club cede altri due importanti giocatori: Renè Van Der Gijp al Neuchatel Xamax e Jurne Koolhof al Groningen.
Il tecnico di Varrseveld sopperisce a tali dipartite con le scelte che vengono riproposte di seguito.
In porta viene confermato Hans Van Breukelen, uno dei portieri più forti del periodo. Estremo difensore completissimo e dai riflessi felini, è il titolare inamovibile anche della nazionale olandese.


Sulla fascia destra si disimpegna Eric Gerets, conosciuto anche in Italia per la sua militanza nel Milan. Si dimostra valido marcatore della seconda punta avversaria ed abile negli inserimenti. Di nazionalità belga, è una colonna della sua nazionale, vantando una grande esperienza internazionale, che gli permette di essere nominato capitano del PSV.
Sul settore sinistro troviamo Jan Heintze, punto di forza dell'emergente nazionale danese. Giocatore molto versatile, assicura un rendimento costante, trovando modo di essere impiegato anche a centrocampo.
Nel ruolo di marcatore centrale si alternano Ivan Nielsen e Adick Koot.
Entrambi dotati di grande fisico, sono i classici stopper voluti da Hiddink, sempre molto attenti nel controllare l'attaccante avversario, ma altrettanto pronti a sfruttare le palle inattive,  grazie alla grande abilità nel gioco aereo.
Nel ruolo di libero troviamo uno dei giocatori più forti della squadra, Ronald Koeman.


Giocatore dal grande senso tattico è altrettanto bravo nell'impostazione, quanto nelle chiusure in seconda battuta. Rappresenta il vero leader della squadra, comandando la fase difensiva con carisma e precisione. Koeman è in possesso di un tiro preciso e potentissimo, che lo rende molto insidioso sui calci piazzati, specialità che gli permette di entrare nel tabellino marcatori con regolarità.
Passando al reparto di centrocampo si rileva un ritorno importante, quello di Berry Van Aerle, dopo un anno in prestito all'Anversa. Giocatore molto duttile, viene impiegato con grande profitto sia come esterno destro alto, sia come terzino. Molto apprezzato anche dal commissario tecnico Michels, assicura grande spinta ed un continuo dinamismo sulla corsia di riferimento.
Un'altra novità è rappresentata da Edward Liskens, mediano prelevato dal Venray. A lui spetta il compito di dare copertura centrale al centrocampo, permettendo ai compagni di interpretare con libertà la fase offensiva.
A tale compito è deputato il talentuoso Gerald Vanenburg, ala destra di nascita, ma molto abile nello svariare lungo tutta la trequarti, alle spalle della coppia di attaccanti.


In possesso di un piede precisissimo e di una tecnica notevole, si afferma come ottimo rifinitore per i compagni, principalmente per i suoi calibrati cross nell'area di rigore.
Il ruolo di principale raccordo tra centrocampo ed attacco è affidato a Soren Lerby, acquistato in estate dal Monaco, allargando ancora di più i nazionali della Danimarca presenti in rosa. Giocatore di grande esperienza, ha vestito con grandi risultati la maglia del Bayern Monaco, prima di trasferisi in Francia. Si dimostra centrocampista molto completo e tecnico, in grado di assicurare compattezza al reparto, garantendo anche un buon numero di gol alla squadra.
Hiddink può contare anche sui guizzi di un altro danese, Frank Arnesen, vero e proprio jolly del centrocampo, molto abile nella fase offensiva.
A completare la sezione mediana occorre ricordare Anton Janssen, altro esempio di grande duttilità, essendo ugualmente impiegabile come centrale o esterno sinistro. Arriva ad Eindhoven nel mercato di riparazione di gennaio, per completare la rosa.
Il reparto offensivo viene completamente rinnovato, soprattutto per la costituzione di una nuova coppia di attaccanti. 
Dopo 4 stagioni in Italia tra Pisa e Torino viene ingaggiato il centravanti Wim Kieft, autentico "ariete" cresciuto nell'Ajax. 


Molto potente ed insuperabile nel gioco aereo, rappresenta il punto di riferimento offensivo della squadra, dimostrando buona tecnica ed un ottimo feeling con il gol. A tal proposito va ricordata la sua vittoria della Scarpa d'Oro 1982.
A completare il reparto viene ingaggiato Hans Gillhaus dal Den Bosch. Il tecnico punta molto su di lui dopo le ottime stagioni passate, in virtù del suo grande dinamismo e del suo promettente senso del gol. In possesso di un piede sinistro preciso, è un attaccante dalla  grande intelligenza tattica, che si integra alla perfezione con i compagni di reparto.
Come già accennato, la squadra riesce nell'impresa di conquistare tutte e tre le competizioni alle quali partecipa, partendo dal campionato.
La squadra, campione in carica, trova nell'Ajax l'antagonista più accreditato, ma riesce a conquistare  il titolo con 9 punti di vantaggio sui lancieri, segnando ben 117 in 34 partite. 
Si toglie anche la soddisfazione di battere per ben due volte i rivali. Ad Eindhoven la partita termina 4-2, con Arnesen autore di una doppietta. Al De Meer il PSV vince 1-0, grazie ad un gol di Lerby.
Tra le partite da ricordare figura quella con l'Utrecht, travolto da un sensazionale 10-0.
Wim Kieft si conferma un'ottima intuizione di Hiddink, che viene ripagato con un campionato di grandissimo livello, impreziosito da 29 gol che valgono alla punta il titolo di capocannoniere.
Per quanto riguarda la Coppa d'Olanda, la squadra di Eindhoven raggiunge la finale dopo aver eliminato nell'ordine De Treffers (0-6), MVV Mastricht (1-3), Den Bosch (0-1), RBC Roosendaal (2-0) e RKC Wallwiijk (2-3).
Nell'atto finale deve vedersela contro il Roda JC, dando vita ad una partita spettacolare e dal risultato sempre in bilico. Smeet con una doppietta porta due volte in vantaggio il Roda (22° e 64°), ma le due reti  del terzino belga Gerets (52°e 85°) portano la partita ai supplementari. Al 92° il gol di Lerby decreta la vittoria degli uomini di Hiddink, che si aggiudicano la competizione per la quarta volta.


Descritte le vittorie in campo nazionale, occorre vedere nel dettaglio l'affermazione più importante della stagione analizzata, quella della Coppa dei Campioni.
Nei sedicesimi di finale, gli avversari sono i turchi del Galatasaray, che all'andata in Olanda vengono battuti per 3-0, grazie alle reti di Gillhaus, Koeman e Koot.
Il ritorno si rivela tutt'altro che un formalità, con la squadra di Istanbul che arriva molto vicino a pareggiare le sorti della qualificazione, vincendo la gara per 2-0. Grande protagonista il portiere Van Breukelen, autore di alcune parate decisive.
Negli ottavi il PSV pesca il Rapid Vienna, con il quale ottiene un doppio successo. Nella prima gara in trasferta, gli olandesi si impongono per 1-2 con le reti di Van Aerle e Gillhaus, intervallate dal calcio di rigore di Kranjcar.


Al ritorno le reti Lerby e nuovamente di Gillhaus sanciscono il 2-0 e la meritata qualificazione.
La sfida nei quarti di finale è contro il forte Bordeaux, con la partita di andata da giocare in Francia. Il match termina 1-1, con Wim Kieft che pareggia l'inizale vantaggio di Tourè.
Nella gara di ritorno il PSv mantiene lo 0-0 con qualche patema, guadagnandosi l'accesso alla semifinale contro il Real Madrid.
L'andata al Santiago Bernabau vede gli uomini di Hiddink strappare un ottimo 1-1, con la rete di Linskens che pareggia il vantaggio di Hugo Sanchez su calcio di rigore.


Nel match di ritorno al Philips Stadium, il PSV gioca una grande partita, mantenendo inviolata la porta e mantenendo quello 0-0 che le serve per accedere alla finale. Da segnalare una grande parata di Van Breukelen nel finale su una spettacolare rovesciata dello scatenato messicano Sanchez.


La finale si gioca il 25 maggio a Stoccarda contro i blasonati portoghesi del Benfica.
La partita è quasi priva di emozioni, con le squadre contratte che evitano di sbilanciarsi per paura di passare in svantaggio. 
Con un simile atteggiamento lo 0-0 non si sblocca neanche dopo i 120 minuti e sono necessari i calci di rigore. Come a voler confermare il grande equilibrio, i cinque rigoristi delle due squadre realizzano il proprio rigore, mandando la serie ad oltranza. 
Il "neo arrivato" Janssen trasforma il rigore e Van Breukelen para quello di Veloso, interrompendo la serie e dando la vittoria al PSV.


Con questa vittoria la squadra di Eindhoven centra uno strepitoso triplete, andando ben oltre i pronostici della vigilia ed ottenendo quel riconoscimento internazionale che mancava.
Grande artefice risulta l'allenatore Guus Hiddink, abile a creare una squadra camaleontica, che riesce ad essere macchina da gol in patria, come altamente quadrata e prudente in Europa.
Come dimostrerà nel corso della sua carriera, il tecnico centra in pieno le scelte di mercato, dimostrandosi estramente pratico nel far rendere al massimo i giocatori a disposizione.
La stagione 1987/1988 del PSV Eindhoven entra di diritto nella storia del calcio, proprio per la straordinaria continuità di rendimento dimostrata.
Per una volta a dettar legge in Olanda non è la "solita" squadra di Amsterdam.

Giovanni Fasani



Fonti: solofutbol, wikimedia, wikipedia, anp, members

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