martedì 2 giugno 2015

GEMELLI D'OLANDA

Il fenomeno dei fratelli-calciatori è abbastanza diffuso nel mondo del calcio ed è particolarmente concentrato nei primi decenni del secolo scorso, epoca nella quale è possibile imbattersi in vere e proprie dinastie.
Esempio tipico è la famiglia Sentimenti, dove ben cinque fratelli si sono ottimamente distinti nella massima serie A negli anni 30 e 40.
In Italia si era soliti mettere un numero romano dopo il cognome e tale riferimento numerico accompagnava l’atleta per tutta la carriera, caratterizzandolo e consegnandolo in tal modo ai posteri.
Ovviamente il fenomeno è andato avanti fino ai nostri giorni, permettendoci di fare la conoscenza di più o meno celebri giocatori, con carriere e vicissitudini simili.
All’interno di tale casistica rientrano anche i gemelli, categoria numericamente meno diffusa ma molte volte connessa a veri e propri campioni.
Considerando l’Olanda ci vengono sicuramente in mente i gemelli Frank e Ronald De Boer, che fino a poco tempo fa hanno nobilitato con le loro prestazioni importanti squadre europee e la nazionale olandese.
Tuttavia sempre nella nazione dei tulipani troviamo un'altra coppia di gemelli che negli anni ’70 si rivela al grande pubblico, brillando come poliedrici e validi centrocampisti.
Renè van de Kerkhof e Willy van de Kerkhof sono tra i più forti giocatori mai prodotti dal calcio dei Paesi Bassi ed assoluti protagonisti di quel fenomeno calcistico denominato “Arancia Meccanica”.


I due si assomigliano tantissimo dal punto di vista somatico, mentre da quello fisico Renè (a sinistra nella foto) stacca il fratello di un solo centimetro, arrivando a superare entrambi il metro e ottanta.
Dal punto di vista tattico possiamo trovare un'altra differenza che li caratterizza e permette di distinguerli più comodamente in campo. Renè van de Kerkhof si specializza maggiormente come ala destra e dei due è quello con caratteristiche offensive più spiccate, in grado quindi di trovare con maggiore facilità la rete. A tal proposito nella stagione 1973/1974 arriva a segnare ben 20 reti in campionato, stabilendo il suo personale record realizzativo. In totale nella sola Eredivisie segna complessivamente 130 gol in 468 apparizioni.



Unisce ai movimenti tipici dell'attaccante esterno ad na tecnica notevolissima, che gli permette di saltare l'uomo con grande facilità, così come di trovare giocate ad effetto.
Ogni suo movimento è fatto a grande velocità e la possente struttura fisica lo rende idoneo ad ogni situazione.
Il gemello Willy predilige invece giostrare da mediano di destra, nonostante ad inizio carriera si dimostri abile in un ruolo più avanzato, come ideale trequartista o come esterno offensivo destro.


Dotato di uno spiccato senso tattico è un elemento prezioso per l'equilibrio di una squadra, essendo in grado di disimpegnarsi al meglio in diverse zone del campo.
La sua infinita corsa lo porta ad essere molto pericoloso negli inserimenti, per i quali sviluppa un tempismo notevole.
Tale fondamentale unito ad un ottimo tiro da fuori lo porta a segnare ben 71 reti in campionato in 511 presenze.
Nella zona nevralgica del campo è un attento recuperatore di palloni, ma dispone di piedi educati che gli permettono di impostare l'azione con facilità.
Come tutti sappiamo il concetto di ruolo nell'Olanda degli anni '70 è davvero relativo ed il famigerato calcio totale chiede ad ogni giocatore di partecipare attivamente ad ogni fase di gioco.
Per questo motivo solamente il numero di maglia permette ai cronisti ed agli appassionati di distinguere sul terreno di gioco i due gemelli, accumunati dallo stesso stile di corsa e da caratteristiche fisico-tecniche più o meno similari.
Anche la loro carriera procede in simbiosi, tanto che entrambi crescono con profitto nel Twente dove mettono in mostra tutto il loro talento.
Nel 1973 il PSV decide di acquistarli con la ferma intenzione di formare un centrocampo di altissimo livello, perfettamente modellato al sistema di gioco in voga in Olanda ai tempi.
I risultati non tardano ad arrivare e fino al 1983 i Boeren vincono tre campionati, due Coppe d'Olanda ed una Coppa Uefa, grazie alla vittoria contro il Bastia in finale.
La gara di ritorno, vinta per 3-0, viene aperta proprio da un gol di Willy, grazie ad una sua tipica percussione offensiva.


Il 1983 è un anno importante per i due gemelli, in quanto in quel frangente e loro strade si dividono, a causa del passaggio di Renè ai greci dell'Apollon Smyrnis.
In tale situazione si denota la differenza nello sviluppo della carriera dei due fratelli, probabilmente in linea con una diversa personalità.
Willy van de Kerkhof resta al PSV fino al 1988, anno del suo ritiro, mettendo in bacheca altri tre titoli nazionali, un'altra coppa nazionale e soprattutto la Coppa Campioni 1987/1988, anche se vissuta da comprimario di lusso.
Il gemello Renè inizia dal 1983 un serie di trasferimenti che lo portano a vestire le maglie del Seiko Football Club (Hong Kong), ed Helmond Sport, prima di tornare ad Eindhoven per chiudere la carriera nella stagione 1988/1989.
La sua volontà di intraprendere avventure diverse si vede già nel 1980, quando viene acquistato dall'ambiziosa Lazio del presidente Lenzini. Il trasferimento non si concretizza solo a causa dello scandalo delle scommesse, che porta alla retrocessione in serie B dei biancoazzurri.
Al di là delle scelte personali, appare ovvio come due simili giocatori siano immediatamente considerati dalla nazionale olandese, tanto da essere nella rosa per il Mondiale 1974, anno nel quale gli Arancioni si rivelano al mondo intero.
In una squadra di fenomeni non partono titolari, ma hanno l'opportunità di acquisire esperienza per le competizioni future.
Due anni dopo, infatti, partecipano al Campionato Europeo, chiuso dall'Olanda al terzo posto dopo la finale con la Jugoslavia. Il match termina 3-2 ed il gol del successo viene segnato da Willy.
Nel 1978 la coppia di gemelli partecipa attivamente al Mondiale in Argentina, giocato senza Johan Cruijff, fortemente in opposizione alla dittatura militare di Buenos Aires.
L'assenza del Profeta del gol non si fa sentire e la compagine olandese arriva fino alla finale contro i padroni di casa.
Entrambi i gemelli vanno in rete nella competizione: Willy nella vittoria per 5-1 contro l'Austria, mentre Renè, che gioca idealmente nel ruolo di Cruijff, nel pareggio per 2-2 contro la Germania Ovest.
Sulla finale contro l'Argentina si è detto molto, ed è netta la sensazione che il 3-1 finale non rispecchi per niente i valori del campo..
In pochi però ricordano come tale partita sia iniziata in ritardo, a causa proprio di un particolare episodio che vede protagonista Renè van de Kerkhof. L'arbitro Gonnella durante l'appello non gli consente di scendere in campo a causa di una fasciatura al polso. Solo dopo lunghe discussioni ed alcune modifiche alla medicazione, l'ufficiale di gara italiano gli permette di essere inserito nella distinta.
Al di là della delusione finale i due gemelli giocano un eccellente torneo e sono tra i veri "motori" della squadra allenata da Ernst Happel.
L'ultima grande competizione a livello di nazionale è l'Europeo del 1980, terminato in modo deludente nel girone di qualificazione.
Decisiva è la sconfitta per 3-2 contro la Germania Ovest, nella quale trova nuovamente il gol Willy van de Kerkhof.
La nazionale olandese inizia da quel momento un periodo di crisi di risultati che non permette ai due giocatori di esprimersi ancora in tali contesti.
Renè abbandona la nazionale nel 1982, anche in virtù delle sue scelte professionali, chiudendo con un bilancio di 47 partite e 5 reti.
Willy abbandona la maglia arancione nel 1986, per la quale segna anche lui 5 gol ma in 63 apparizioni.
In un calcio nel quale tutti devono saper fare tutto i gemelli van de Kerkhof possono essere ricordati come i prototipi perfetti di tale mentalità tecnico-tattica ed in assoluto come due dei giocatori più completi della storia del calcio
Ed anche se può capitare di confonderli in campo poco importa: sempre di campioni si tratta.


Giovanni Fasani

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