venerdì 7 novembre 2014

EL CLASICO COSTARRICENSE

Il recente mondiale brasiliano ha messo alla luce qualche nuovo talento e qualche collettivo a cui non eravamo abituati. Nelle rose delle 32 pretendenti al titolo, solo la Bosnia prendeva parte per la prima volta alla kermesse mondiale, mentre tutte le altre avevano provato sulla propria pelle almeno una volta l'ebbrezza di una partita "vista da tutto il mondo".
Se di Germania, Argentina, Brasile ecc sapevamo bene o male tutto, poco conoscevamo delle nazionali mediaticamente meno esposte come ad esempio Iran o Algeria; al momento del sorteggio la nostra nazionale ha fatto la "conoscenza" di Inghilterra ed Uruguay, facendo passare quasi in secondo piano la piccola Costa Rica, nazione centroamericana alla sua quarta partecipazione.
Se nel 1990 la squadra di Bora Milutinovic superò il girone a scapito di Scozia e Svezia, non si può dire altrettanto bene delle edizioni 2002 e 2006 dove i Ticos abbandonarono Corea del Sud e Germania anzitempo.
Quello nel paese carioca è finora il miglior mondiale dei rossoblu. La compagine guidata dal colombiano Jorge Luis Pinto si è spinta fino ai quarti di finale chiudendo il girone addirittura al primo posto alla faccia di tutti i detrattori.
Dei 23 giocatori arrivati in Brasile, ben 9 militavano in patria, in squadre che ai più risultano sconosciute.
Ma anche nella Costa Rica hanno le loro sfide ad alta tensione, la più sentita, che coinvolge ben l'80% dei tifosi del paese, è quella che si disputa tra l'Alajuelense ed il Saprissa. .


L'Alajuelense è originaria di Alajuela, città situata nel pieno centro del paese e che dà nome all'omonima provincia. La squadra rossonera deve la sua fondazione (1919) ad un gruppo di 7 giocatori dell'Once de Abril che avevano voglia di costruirsi una squadra tutta loro.
Los Manudos (questo il loro soprannome che deriva dagli abitanti originari di Alajuela) non hanno mai conosciuto l'onta della retrocessione ed infatti dal lontano 1921, anno in cui venne introdotto il professionismo nella Costa Rica, non hanno mai abbandonato la Primera Division.
Il Saprissa della capitale San Josè, invece, nasce molti anni più tardi, più precisamente nel 1935 e deve il suo nome a Don Ricardo Saprissa, calciatore ed impresario salvadoregno con un passato anche nell'Espanyol. A discapito del color granata che campeggia nello stemma e talvolta sulle maglie de Los Morados, i colori sociali erano inizialmente il rosso ed il blu ma un mero errore in fase di fabbricazione fece sì che i due colori si fondessero e diedero vita ad un viola chiaro diventato ormai simbolo del club.
Il Saprissa non riuscì sin da subito ad emulare i rivali nazionali, passando le prime stagioni nelle divisioni minori mentre l'Alajuelense rastrellava titoli e blasone; la prima partita tra le due compagini si giocò all'Estadio Nacional il 12 ottobre 1949 e coincise, per ironia della sorte, con la partita che finora ha visto più gol in questa sfida. Los Manudos si imposero 6-5 in una partita alquanto bizzarra per essere un Clasico ed infatti le successive sfide si risolsero con pochi gol.

Alajuelense. Anno 1949

Con l'andare del tempo anche il Saprissa si fece rispettare, arrivò il primo titolo nel 1952 e negli anni 60 non c'era squadra che poteva tenere testa alla squadra di Don Ricardo. A proposito del fondatore, si vocifera che una volta gli rubarono la macchina ed il malcapitato ladro prontamente la restituì non sapendo che era dell'imprenditore salvadoregno rispettato in tutta la capitale e vero emblema di tutti gli hinchas color viola.
Nel 1964 il Saprissa ottenne uno storico titolo superando all'ultima giornata proprio l'Alajuelense che venne sconfitto 3-2 dopo che Los Rojonegros erano stati avanti 2-0.
Per non farsi mancare nulla, 2 anni dopo, vennero disputate le prime due partite che valevano il titolo finale; al termine del campionato le due rivali ottennero entrambe 49 punti conditi da 79 gol fatti e 38 subiti, un'assoluta parità forse più unica che rara.
La gara di andata la vinse l'Alajuelense 1-0 e qualche giorno dopo, nel ritorno, Edgar Marin impattò la partita a 5 minuti dalla fine prima che un altro Edgar, Nunez, regalò l'1-1 finale ed il titolo alla formazione di Alajuela.
Cinque anni più tardi vi fu un'altra beffa per i capitolini: dopo aver vinto 2-1 all'andata, l'Alajuelense perse 4-2 ma purtroppo per il Saprissa il maggior quantitativo di gol non contava e la sfida venne decisa ai calci di rigore dove Los Manudos trionfarono 3-1.
Per trovare la prima finale vinta dai viola bisogna fare un lungo salto alla stagione 1993-1994 quando la squadra della capitale mise fine ad un'egemonia di 4 titoli consecutivi della formazione rossonera.

Saprissa. Anno 1994

A livello di titoli la squadra viola ha appena superato (30 a 29) i rossoneri grazie alla conquista dello scorso Torneo Invierno.
Facendo un piccolo passo indietro ed arrivando alla stagione 2004, ad avere più titoli in bacheca era l'Alajuelense, che dall'alto dei 23 campionati a 21 poteva forgiarsi della nomea di prima squadra del paese.
Anche nella zona CONCACAF si gioca la locale Champion's League, non è ovviamente ai livelli di quella UEFA, ma la rivalità tra squadre costarricensi e messicane è da sempre motivo di interesse, anche se spesso e volentieri sono le squadre del più grosso stato a trionfare. Ma il 2004 era l'anno del Costa Rica: alla doppia finale del 5 e 12 maggio arrivarono (rullo di tamburi) proprio Alajuelense e Saprissa.
Nell'andata dell'Estadio Rosabal Cordero (casa de Los Morados) le squadre impattarono 1-1 lasciando il tutto alla sfida del Morera Soto. Chi vinse ve lo mostriamo in questo video.
                                    

Il maggior cannoniere della contesa è Rolando Fonseca con 19 gol. L'attaccante classe 1974 ha cambiato casacca 16 volte nella sua carriera. Cresciuto nel Saprissa ha poi vestito la maglia degli arcirivali per ben 4 volte inframezzate da un ritorno proprio al Saprissa e ad un lungo girovagare tra Messico e Guatemala.
In un'intervista alla FIFA di qualche tempo fa disse: "Sono amato ed odiato, sono sempre stato fedele al club in cui giocavo, ed alla gente che mi chiede se sono più del Saprissa o dell'Alajuelense rispondo che sono Saprissista di cuore, ma sono affezionato anche ad Alajuela; ho sentimenti contrastanti."
Di certo non dev'essere facile "essere conteso" da due tifoserie rivali fin dagli albori, ma entrate in "guerra" dai primi anni 90. Nel corso degli anni si sono registrate diverse risse che hanno portato all'arresto di numerosi membri delle barras bravas, la 12 dell'Alajuelense e la Morada del Saprissa le due maggiori. Come nel Sudamerica, questo è un fenomeno che non si riesce a contenere neanche nel piccolo paese centroamericano; a nulla sono servite, nel corso degli anni, le numerose misure di sicurezza. A noi piace mostrare però il lato bello del tifo, quello del casino, del canto e dei colori, quello che incita la squadra.



La sfida tra Alajuelense e Saprissa continuerà ad appassionare migliaia di tifosi e continuerà a decidere numerosi tornei. 
Chissà se qualcuno riuscirà a battere il record di Fonseca e chissà se ci sarà mai una partita memorabile come fu la prima; di certo è che ci sarà sempre questa accesa rivalità tra le due squadre regine della piccola e sconosciuta Costa Rica.


Matteo Maggio

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