martedì 12 maggio 2015

SORPRESA AZZURRA DELL'EST

Il contributo che il calcio cecoslovacco ha dato alla causa del calcio europeo è molto significativo, tenuto conto dei giocatori cresciuti e delle squadre proposte.
Come sappiamo, dal 1993 non ha più senso parlare di Cecoslovacchia essendo tale nazione divisa ormai in due distinti stati, la Repubblica Ceca e la Slovacchia.
Prima di questa attesa scissione, lo stato dell’Europa centrale si distingue per un'ottima scuola calcistica che fa suoi i dettami tipici della scuola danubiana, adattandoli e miscelandoli in modo da ottenere buoni risultati dagli anni ’30 (finale Mondiale del 1934) fino agli ultimi anni della sua esistenza.
A livello di club possiamo ricordare le vittorie di Slavia Praga e Sparta Praga nelle Mitropa Cup, unici successi di matrice ceca peraltro ottenuti negli anni 20/30.
Ma il risultato più significativo arriva dalla parte slovacca, quando nella stagione 1968/1969 una compagine di Bratislava vince la Coppa delle Coppe.
Considerata le divisione politica dell'Europa del tempo, è corretto affermare come tale avvenimento rappresenti la prima vittoria di una squadra del blocco orientale in una delle tre principali coppe europee.
Tale storica affermazione assume i connotati della vera e propria impresa, in virtù del fatto che in finale viene sconfitto addirittura il Barcellona.
Ripercorrendo il cammino dello Slovan Bratislava nella suddetta competizione ci accorgeremo che di casuale c’è davvero poco e che l’ossatura delle squadra è tale da scrivere importanti pagine della ormai dimenticata Cecoslovacchia.


Nel 1968 gli “Azzurri” vincono per la prima volta la coppa nazionale e si guadagnano la possibilità di disputare la Coppa delle Coppe agli ordini dell’allenatore Michael Vican, ex bandiera della squadra con 231 partite giocate tra gli anni 40 e 50.
Il tecnico nativo di Hlohovec imposta la squadra con un classico 4-4-2 dove l’organizzazione e la disciplina tattica  sono requisiti fondamentali. La rosa a disposizione è molto valida ed alcuni dei giocatori saranno elementi importanti per la vittoria della Cecoslovacchia del Campionato Europeo del 1976.
In porta troviamo Alexander Vencel, giovane estremo difensore tra i più apprezzati del periodo e nelle file del club fino al 1977 con oltre 300 presenze.
La difesa schierata con quattro uomini in linea vede come esterni Jan Zlocha e Jozef Fillo, entrambi in grado di disimpegnarsi al meglio nelle due fasi.

In rosa è presente anche Ludovit Zlocha, fratello di Jan ed anch'egli apprezzabile e duttile difensore.

La difesa verte sull'esperienza di Alexander Horvath, autentico leader del reparto ed elemento essenziale per la squadra come "allenatore in campo". Sul terreno di gioco si disimpegna nel ruolo di libero, dimostrando una notevole classe associata ad un massiccia presenza fisica.
Accanto a lui viene solitamente proposto Vladimir Hrivnak, centrale difensivo dal buon fisico e dai discreti fondamentali.
Il centrocampo prevede la presenza di due mediani, chiamati a garantire la giusta copertura, ma al tempo stesso dotati di ottima tecnica e di sapienza tattica.
Jozef Capkovic è un elemento fondamentale per lo Slovan, essendo in grado di leggere con facilità ogni situazione in campo e, nonostante i vent'anni, dimostra un'intelligenza calcistica di grande livello. A tal proposito può essere schierato anche come difensore centrale, ruolo con il quale diventerà campione d'Europa con la nazionale.
Ludovit Cvetler fa della duttilità la sua dote migliore, facendosi apprezzare per la grande mobilità con la quale aiuta in più zone di campo la squadra. Inoltre ha uno spiccato senso dell'inserimento, dote che lo vede andare a segno con buona continuità. Prezioso il contributo di Jozef Hatar e Milan Sokol, capaci di sostituire la coppia di titolari in più di un'occasione, anche a partita in corso.
Appena davanti a loro si muovono Ivan Hrdlicka e Ladislav Moder, entrambi molto mobili ed adatti a dare il giusto sostegno al reparto offensivo, senza dimenticare di compattarsi con i mediani in fase di non possesso. A sprazzi trova spazio Dusan Hlavenka, diciannovenne centrocampista dai buoni fondamentali tecnici.
Davanti i gol vengono assicurati da una coppia di centravanti ottimamente assortita, che fa dell'ottima intesa una delle armi migliori per scardinare le difese avversarie.
Karol Jokl si dimostra abile a svariare su tutto il fronte offensivo ed è il tipico "attaccante tattico", in grado di giocare con intelligenza a supporto dell'altra punta. Pur non essendo propriamente un realizzatore, dispone di un ottimo piede sinistro con il quale trova anche calibrati passaggi per i compagni.
Il principale riferimento offensivo in termini di gol segnati è Jan Capkovic, fratello gemello del già citato Jozef. Dotato di ottimo fisico è in grado di muoversi con acume nella difese avversarie e di trovare con continuità la via del gol. Ha una grande abilità nell'attaccare lo spazio e la notevole tecnica gli permette di concludere a rete con facilità.
Cresciuto come il fratello nell'Inter Bratislava terminerà la carriera tre anni dopo Jozef (nella foto a sinistra, accanto al fratello Jan).


 
                                                                                        
L'esordio in Coppa delle Coppe avviene contro i poco conosciuti jugoslavi del Bor, battuti nettamente in casa per 3-0 all'andata, grazie alla doppietta di Jokl ed alla rete di Hrdlicka.
Forte del successo la squadra di Bratislava non gioca con la giusta mentalità la gara di ritorno, tanto da trovarsi sotto per 2-0 dopo 59 minuti, contro una squadra palesemente inferiore. Solo dopo molte sofferenze lo Slovan riesce a difendere il gol di vantaggio che le consente di affrontare negli ottavi di finale il Porto. 
L'andata si gioca allo stadio As Antas di Porto e la squadra di Vican regge l'urto, nonostante la sconfitta per 1-0 determinata dalla rete di Custodio Pinto al 31° minuto di gioco.
La gara di ritorno entra di diritto nella storia del club slovacco, per effetto del 4-0 finale che vale la qualificazione ai quarti di finale. La prima rete la segna Jan Capkovic, prima che Jokl raddoppi al 48° minuto. Successivamente arrivano le reti di Jozef Capkovic ed ancora Jokl su rigore, a sancire il dominio della Slovan ed a mandare in visibilio gli spettatori del Tehelne Pole.
Nel turno successivo è il Torino l'avversario da affrontare, con la partita di andata da giocarsi in Italia.
In tale occasione la compagine di Vican vince il match per 0-1, grazie al solito gol di Jokl, mostratosi nel torneo molto prolifico come raramente in carriera.
La partita di ritorno inizia subito male per lo Slovan Bratislava, trafitta già al 4° minuto da un gol di Francesco Sattolo.
Trascinata dal pubblico amico la squadra di casa non si scompone e trova il gol al 26° con Horvath, non nuovo a trovare la rete con precisi inserimenti.
A chiudere i conti ci pensa Hlavenka al 62° minuto, permettendo ai compagni di affrontare gli ultimi minuti con maggiore tranquillità.
Si arriva così alle semifinali, dove solitamente si trovano squadre dal consolidato blasone. In tale contesto l'avversario è invece il Dunfermline, squadra scozzese in grado di eliminare compagini quali Olympiakos e West Bromwich.
La sfida è tra due presunte "cenerentole", che danno vita ad una doppia sfida equilibrata ed appassionante.
L'andata si gioca al East End Park di Dunfermline e termina 1-1, con la rete di Jan Capkovic che pareggia l'iniziale vantaggio di Cammy Fraser.
Due settimane dopo è ancora una rete del decisivo attaccante a decidere il match e a consentire alla squadra di volare a Basilea per la tanto attesa finale.
Il nome dell'altra finalista stavolta è davvero uno di quelli che mette i brividi: il fortissimo Barcellona allenato da Salvador Artigas, rimasto imbattuto per tutta la coppa ed in possesso di una tasso tecnico elevato.
Se ci basassimo solo sul palmares non ci sarebbe storia, ma, come anticipato, il calcio ci regala ancora una bella ed appassionante impresa.
Per nulla intimorito dall'atteggiamento offensivo dei blaugrana, lo Slovan va in vantaggio con un bell'inserimento di Cvetler già dopo due minuti.
La squadra spagnola reagisce e pareggia al 16° con Zaldua: tale realizzazione rinvigorisce il Barcellona che sembra prendere in mano la gara sfiorando ancora il gol.
Ma al 30° una caparbia azione di Hrivnak porta il risultato sul 2-1, mettendo in difficoltà la squadra di Artigas.
Horvath e compagni approfittano del momento di confusione degli avversari e trovano il terzo gol grazie a Jan Capkovic al 42°.
Dopo 7 minuti del secondo tempo Rexach accorcia le distanze direttamente da calcio d'angolo, ma nonostante gli assalti del Barcellona la porta di Vencel resiste e la partita termina 3-2.


Il portiere diventa grande protagonista delle seconda frazione, specie quando blocca con sicurezza l'ultima conclusione verso lo specchio, pochi secondi prima del triplice fischio finale.
Come in altre occasioni non siamo di fronte ad una squadra che ha fatto la storia del calcio, ma ad una che si è ritagliata un piccolo spazio in essa.
Vale la pena ricordarsi dei gemelli Capkovic e dei loro compagni, perché da questo successo lo Slovan troverà altre affermazioni nei confini nazionali, imponendosi più volte nei competizioni cecoslovacche.
La vittoria con il Barcellona entra di diritto nell'ideale album delle imprese calcistiche e consente allo Slovan Bratislava di fregiarsi di un titolo europeo vinto meritatamente e senza nessuna soggezione.
Fortunatamente nel calcio ci sarà sempre spazio per le sorprese.....


Giovanni Fasani

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