venerdì 5 settembre 2014

THE STRONGEST IN TUTTO E PER TUTTO

Quante storie può raccontare il fantastico mondo del calcio? Quante però realmente ne conosciamo o ne abbiamo sentito parlare? Quante sono belle e quante sono brutte?
Sono solo 3 domande ma le cui risposte racchiudono una miriade infinita di personaggi, di squadre, di episodi.
Ho sempre pensato che dal punto di vista umano ed anche calcistico, il Sudamerica sia il continente più strano e più matto che c'è. I suoi meravigliosi paesaggi fanno contrasto spesso con lotte interne e genocidi che hanno purtroppo regalato alla storia un sostanzioso numero di morti.
Purtroppo anche il mondo del calcio è fatto da episodi poco piacevoli e di sicuro sfortunati. E' nella mente di tutti la tragedia di Superga del 1949 oppure quella dello Zambia nel 1993, con la nazione africana che vent'anni più tardi vince la Coppa d'Africa nel Gabon, in quel Gabon dove cadde l'aereo dell'aeronautica zambiana.
Nessuno (o quasi) conosce la storia del The Strongest, squadra boliviana della capitale più alta al mondo, La Paz. Il nome stesso richiama alla potenza che hanno le Tigri nel proprio paese. Nati nel 1908, sono l'unica squadra a non essere mai stata retrocessa insieme all'Oriente Petrolero.


L'era professionale boliviana nacque nel 1977 ma già negli anni passati lo Strongest aveva vinto qualche campionato in un periodo in cui contendergli il titolo era impresa ardua. Al termine della stagione 1969 i campioni boliviani vennero invitati a Santa Cruz de la Sierra (altra città boliviana) per giocare un quadrangolare amichevole.
Il 26 settembre si imbarcarono sull'aereo per tornare a La Paz tutti i giocatori e lo staff tecnico ad eccezione del capitano Rolando Vargas, del paraguaiano Luis Gini e Marco Antonio Velasco, tutti e tre rimasti a casa per problemi legati ad alcuni infortuni post-campionato.
La sfortuna era però dietro l'angolo; dopo aver perso i contatti con il Douglas DC-6B alle autorità aeroportuali giunse la notizia che l'aereo era precipitato nella zona di Viloco, territorio boliviano vicino a La Paz.
La notizia ovviamente scosse tutto il calcio boliviano e non, in pochi secondi scomparvero 74 persone tra giocatori, staff, equipaggio e persone comuni che avevano preso quello stesso aereo.
Tra i giocatori più rappresentativi di quella spedizione c'erano il portiere Armando Angelasio, portiere anche della nazionale. Diogenes Torrico, attaccante in grado di segnare in tutte le maniere. Oscar Guzman, centrocampista in prestito dall'Olympic,squadra di La Paz. Miguel Angel Porta, centrocampista e bandiera dello Strongest anni 60. Julio Alberto Diaz, terzino argentino naturalizzato boliviano, fu anche capitano delle Tigri. Ernesto Villegas, altro centrocampista che era arrivato dagli accerrimi rivali del Bolivar. Hector Marchetti, fantasista argentino e considerato come una delle stelle della squadra. Ed infine il director tecnico Eustaquio Ortuno.


Fu un duro colpo per il popolo giallonero, una mazzata terrificante da cui sarebbe stata dura risollevarsi. Ma la notizia non colpì solo la squadra di La Paz. Da tutto il continente arrivarono aiuti di varia natura. Il presidente della federazione calcistica brasiliana Joao Havelange organizzò il clasico Fluminense-Flamengo, il cui incasso venne devoluto alla rifondazione della società tigrata. Il presidente della confederazione sudamericana Teofilo Salinas, contribuì donando 20.000 dollari americani. Il Boca Juniors mandò a giocare in Bolivia due giovani promesse, Romerito e Bastida. Alla rinascita contribuì addirittura anche il Bolivar che cedette qualche giocatore ai rivali cittadini.
Insomma, una ricostruzione in grande stile capitanata da una commissione che comprendeva dirigenti provenienti da varie zone del Sudamerica.
Nei successivi anni lo Strongest porterà a compimento l'intera ricostruzione, continuando da dove scomparve, vincendo in patria e mantenendo la massima categoria con un ricordo sempre vivo a "los Martires de Viloco".


Matteo Maggio

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