martedì 16 settembre 2014

PHIL NEAL

L’evoluzione progressiva del calcio ha portato ad una diversa visione di alcuni dei ruoli presenti sul rettangolo di gioco, arrivando a cambiarne l’impostazione tattica ed addirittura il nome con il quale sono distribuiti sullo stesso.
A riprova di tale fenomeno vi è la diversa concezione dell’ormai antico compito di terzino, ora più conosciuto come laterale o esterno basso.
Questo cambiamento nella nomenclatura va di pari passo con le diverse caratteristiche e funzioni che il giocatore deve avere, più simile ad un vero e proprio uomo di fascia che ad un marcatore difensivo come in passato.
In particolare l’attenzione va posta sull’interprete di destra, nato come secondo stopper ed a volte intercambiabile con lo stesso difensore centrale.
Negli anni passati vi sono stati però esempi di giocatori che hanno anticipato tale revisione metodica, interpretando la mansione in modo moderno, svincoladosi dai semplici compiti di marcatura.
Come in un nostro precedente articolo si vuole analizzare come uno di questi campioni si sia imposto all’attenzione internazionale nel corso di una straordinaria carriera.
Legando il suo nome al Liverpool per 11 anni e vincendo ben 22 trofei, Phil Neal può essere considerato come uno dei difensori inglesi più forti di tutti i tempi ed in assoluto un punto di riferimento per il calcio internazionale.


Inizialmente si mette in luce nel Northampton Town, dove gioca per 6 stagioni, mettendo subito in mostra il suo feeling con il gol, esemplificato dai 28 centri in 187 partite di campionato.
Nel 1974 viene ingaggiato dal Liverpool, fortemente voluto dall’allenatore Bob Paisley, colpito dalle prestazioni del giovane laterale.
Nelle prime uscite viene impiegato come terzino sinistro, ma il suo ritorno sulla corsia preferita coincide con l’inizio di un’era irripetibile per i “reds”, caratterizzata da un vero e proprio dominio in patria ed in Europa.
Grazie alla sua costante applicazione ed attenzione si mette subito all’attenzione dei tifosi, colpiti dalla naturalezza e dalla tranquillità con la quale presidia il suo settore di riferimento, applicandosi con uguale efficacia nelle due fasi di gioco.
In una difesa sistematicamente schierata a 4, si occupa dell'ala sinistra avversaria o della seconda punta, qualora questi si defili, dimostrandosi tignoso ed attento difendente.
In virtù della sua rapidità si dimostra abile nell'uno contro uno, opponendosi con disinvoltura agli esterni avversari, ai quali concede raramente l'ingresso in area o la linea di fondo per i relativi traversoni.
Quello che sorprende è la sua abilità tecnica, evidente nella sensibilità del suo piede destro, usato con perizia sia in fase di passaggio che in fase di conclusione a rete.
A tal proposito abbiamo accennato alla sua particolare vocazione offensiva, che si manifesta da subito anche nel Merseyside, dove mette a segno 41 reti in 455 partite nel solo campionato. Bottino che sale a circa 60 realizzazioni se si considerano le varie coppe nazionali ed europee.
A sostegno di questa notevole media realizzativa vi è anche la sua precisione nei calci di rigore, qualità che lo vede eletto come primo tiratore della squadra in più di un’occasione.
Inoltre è in possesso di una buonissima capacità di inserimento, che lo vede proiettarsi nei 16 metri avversari con molta efficacia. 
La sua invidiabile media realizzativa gli vale il soprannome di "Zico", attribuitogli dai tifosi anche in virtù delle sue decisive reti in partite di grande importanza.
Tutte queste qualità lo rendono un elemento insostituibile nell’undici titolare, nel quale spicca per costanza di rendimento e per la sempre impeccabile forma fisica.
Per dare un riferimento numerico alla sua dedizione al Liverpool si può citare la serie di 417 partite consecutive giocate dal 23 ottobre 1976 al 24 settembre 1983, quando viene fermato da un infortunio contro il Manchester United. A causa di questo stop salta 3 partite, per poi riprendere con la stessa costanza per altre 127 partite senza interruzioni.
Nel corso di tale straordianaria serie resiste anche ad infortuni di una certa gravità: gioca più volte con un dito del piede rotto, adattandosi a scendere in campo con scarpe di dimensioni diverse per sopperire al problema.
Addirittura nel 1976 gioca dopo la frattura ad uno zigomo rimediata contro il Derby County, senza, ovviamente, le odierne maschere protettive e rifiutando la sosta forzata consigliatagli dai medici.
Si tratta quindi di una vera e propria leggenda, che, come detto, ha partecipato da protagonista ai grandi successi della squadra inglese a cavallo degli anni'70 e degli anni'80. 
A tal proposito abbiamo quantitativamente accennato alle sue numerose vittorie, alle quali ha preso parte con le consuete ottime prestazioni e con qualche gol.
A livello nazionale spiccano le 7 First Division conquistate durante la sua esperienza, 3 delle quali consecutive al 1981 al 1984.
Oltre ai campionati, il forte laterale può fregiarsi di 4 Coppe di Lega e di 5 Charity Shield, che contribuiscono a rendere il suo "bottino" in patria davvero notevole.
Come già anticipato l'egemonia del Liverpool in quegli anni varca i confini britanici per estendersi in tutta Europa, regalando ai tifosi della Kop grandissimi successi continentali. 
Il primo di essi è la Coppa Uefa 1975/1976, vinta in una doppia finale contro il Bruges. La squadra di Paisley vince 3-2 all'andata dopo essere stata sotto 0-2 e pareggia 2-2 in Belgio, conquistando il trofeo.
E' proprio in questa manifestazione che segna il suo primo gol ufficiale con il Liverpool, nel 6-0 contro la Real Sociedad dei sedicesimi di finale.
Ovviamente la manifestazione che attrae maggiormente l'attenzione è la Coppa dei Campioni, trofeo che finisce nella personale bacheca di Neil per ben 4 volte.
La prima la ottiene l'anno dopo la vittoria della Coppa Uefa, con il Liverpool che batte in finale il Borussia Monchengladbach per 3-1. La terza realizzazione porta proprio la firma di Neal, abile nel realizzare un calcio di rigore che chiude definitivamente i conti.


In precenza riesce ad andare a segno contro gli irlandesi dei Crusaders, ma soprattutto realizza una decisiva doppietta in semifinale contro lo Zurigo in Svizzera, permettendo al Liverpool di vincere per 1-3.
I reds si ripetono anche la stagione successiva, sconfiggendo in finale nuovamente il Bruges per 1-0 con una rete di Dalglish.
Per il terzino inglese arrivano 2 reti nei turni precedenti, contro la Dinamo Dresda (rigore) e contro il Benfica.
La terza affermazione avviene nella stagione 1980/1981, dove ad arrendersi nell'atto conclusivo per 1-0 è il Real Madrid, trafitto da una rete di Ray Kennedy.
Neal mette la sua firma nel tabellino degli ottavi di finale, realizzando una rete nel 4-0 contro l'Aberdeen.
La quarta ed ultima vittoria arriva nella stagione 1983/1984, dove il Liverpool riesce a battere ai rigori la Roma, nella finale giocata proprio nella capitale italiana.
Neal è grande protagonista del match, realizzando al 13° la rete che porta in vantaggio gli inglesi. Dopo il pareggio di Pruzzo, la Coppa viene assegnata ai calci di rigori, dove gli errori di Conti e Graziani portano nuovamente il trofeo ad Anfield Road. Da infallibile rigorista, il sempre determinante laterale realizza il suo tenatativo, calciando appena dopo l'errore del suo compagnio Nicol.


Neal avvrebbe la possibilità di vincere la quinta Coppa dei Campioni nel 1985, eguagliando il record di Gento e Di Stefano. L'occasione risulta ancor più prestigiosa se si considera il fatto che potrebbe farlo per la prima volta da capitano, essendo partito Graeme Souness.
Purtroppo per lui, la finale è quella tragica dell'Heysel, dove la Juventus ottiene la sua prima vittoria grazie ad un calcio di rigore di Platini.
Nonostante questa parziale delusione, per Neal resta la soddisfazione di essere l'unico giocatore del Liverpool sempre presente nelle 4 finali di Coppa dei Campioni vinte.


Un piccoli rimpianto può essere rappresentato dalla Coppa Intercontinentale, persa per due volte contro Flamengo (1981) ed Independiente (1984) e non disputata in altre due circostanze: nel 1977 il Liverpool rifiuta di prendervi parte, mentre nel 1978 la Coppa non ha luogo per la seconda volta nella sua storia .
Completa il suo invidiabile palmares la Supecoppa Europea conquistata nel 1977, dove l'Amburgo viene sonoramente battuto per 6-0 ad Anfield dopo l'1-1 dell'andata.
Con una simile carriera, anche la nazionale non può fare a meno del suo contributo, convocandolo senza interruzioni sin dal 1976.
La sua esperienza con la maglia dei "tre leoni" è però in chiaroscuro: nonostante le 50 presenze collezionate fino al 1983, non riesce a replicare le imprese ed i successi ottenuti con il club, ottenendo anche cocenti delusioni.
La prima riguarda il Mondiale del 1978, dove l'Inghilterra non partecipa, essendo arrivata seconda nel girone di qualificazione dietro l'Italia.
Due anni più tardi ottiene il "visto" per gli europei in Italia, ma viene eliminata nel girone, a seguito della decisiva sconfitta proprio contro la squadra di Bearzot.
Nel 1982 finalmente Neal riesce a partecipare al suo primo Mondiale, giocando da titolare solo una delle cinque gare disputate dalla sua rappresentativa. Quest'ultima viene eliminata al secondo turno, dopo due pareggi per 0-0 contro Germania Ovest e Spagna.
Questo resta il suo ultimo grande torneo con la maglia dell'Inghilterra, che lascia l'anno dopo con anche 5 reti realizzate, la prima delle quali nel 1978 contro l'Irlanda del Nord.


Al termine della sua avventura con il Liverpool accetta l'offerta del Bolton, per un ruolo di player/manager che svolga fino al 1989, per poi diventare a tutti gli effetti l'allenatore della squadra per altri 3 anni.
Ripercorrendo la sua stroardinaria carriera non si può che restare ammirati dall'incredibile numero di successi conquistati e dalla sensazione che il suo contributo sia stato sempre determinante e qualitativo.
In assoluto si pone come uno dei difensori più affidabili e di valore della storia del calcio, per il quale ha aperto le porte ad un modo nuovo di vedere ed apprezzare il ruolo di terzino.


Giovanni Fasani

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