venerdì 9 gennaio 2015

CLASICOS DE COLONIAS

In un mondo dove da qualche anno il calcio ha raggiunto un livello di globalizzazione molto alto, non è strano ormai imbattersi in personaggi di nazionalità diverse da quella del rispettivo club di proprietà. 
Negli ultimi anni abbiamo assistito all'"invasione" degli sceicchi (o oligarchi) che hanno investito nei principali campionati europei ingenti somme di denaro, per poi molto spesso non ottenere quei successi sperati a livello internazionale.
Ma se riavvolgiamo il nastro della storia e ci fermiamo ai primi anni del 900, non è poi così strano trovare la medesima situazione, con la non trascurabile differenza che chi fondò i club allora era quasi costretto ad emigrare dal proprio paese per via di guerre o tumulti sociali in corso.
Sin da bambini ci chiediamo come sia possibile che molti cognomi sudamericani siano praticamente uguali a quelli italiani; nella nostra ingenuità fanciullesca non ci rendiamo conto, ovviamente, di cosa sia stata l'immigrazione all'inizio del secolo scorso.
Uno dei più classici casi fu quello dell'Argentina, dove milioni di italiani presero la via del paese sudamericano addirittura verso la fine dell'800 dando il via ad una vera e propria comunità italiana che piano piano si espanse in buona parte del Sudamerica.
Non fece eccezione il Cile che vide nascere il professionismo a livello calcistico nel 1933 ed una delle squadre fondatrici fu l'Audax Club Ciclistico Italiano, meglio conosciuto oggi come Audax Italiano, una delle tre squadre che danno vita a Los Clasicos de Colonias, particolare sfida a tre squadre che vede protagonisti quei club fondati dagli immigrati italiani appunto, spagnoli e palestinesi.


La prima a nascere fu l'Union Espanola che prese vita nel 1922 dalla fusione tra il Ciclista Iberico ed il Club Iberico Balompié, due società che si occupavano di ciclismo e calcio. Proprio l'esponenziale crescita di quest'ultimo fece propendere per una società calcistica che prese poi parte al professionismo nel 1933.
Vinse poi i suoi primi titoli nazionali nel 1943 e 1951, ma la sua epoca d'oro fu negli anni 70, quando los Hispanicos potevano vantare tra le proprie fila giocatori di primo piano che ne fecero una delle squadre più forti del continente.
Arrivarono tre titoli nazionali (1973-1975-1977) ma l'esperienza della Libertadores 1974 fu disastrosa, tanto che la squadra trascinata dai gol di Guillermo Yavar fu eliminata al primo turno. Più soddisfacente il cammino nel 1975 dove la Union conquistò la finale persa alla bella contro gli argentini dell'Independiente.
Artefice di questi trionfi e traguardi fu l'allenatore Luis Santibanez (FOTO), uno dei migliori tecnici della storia. Oltre ai tre titoli cileni, vinse in Ecuador il campionato del 1985 alla guida del Barcelona Guayaquil.
Il periodo più buio della storia degli ispanici fu quello degli anni 90, quando la squadra retrocesse facendo avanti ed indietro tra la prima e seconda divisione con una frequenza disarmante.
Una cattiva amministrazione spedì nel baratro la società nel 2005, salvata poi nel 2007 da una cordata di imprenditori.


Quella contro l'Audax Italiano è delle tre sfide quella più sentita, se non altro per il fatto che sono le prime due ad assere nate.
La squadra italica nacque principalmente come società ciclistica (come testimoniato dal logo societario), ma con l'andare del tempo prese corpo il futebol, facendone una delle squadre di maggior tradizione del paese andino.
L'Audax calcio nacque nel lontano 1921 per merito di un gruppo di imprenditori italiani residenti in Cile che sull'onda del successo ottenuto col ciclismo, provarono l'avventura calcistica incalzati dai tre padri fondatori Alberto Caffi, Ruggero Cozzi ed Amato Ruggieri che 11 anni prima fondarono il club ciclistico in una cappelleria di Santiago.
Come anticipato prima, l'Audax fu una delle società fondatrici del professionismo in Cile e fu anche protagonista della prima partita professionale vinta per 3-1 contro il Morning Star.
Il primo successo arrivò nel 1936, anno in cui gli audini persero una sola partita trascinati dai 14 gol del costarricense Hernan Bolanos.
Il periodo di maggior splendore de los Italicos fu quello degli anni 40 dove arrivarono altri due titoli nazionali (1946 e 1948).
All'inizio di detto decennio l'Audax si impose 2-1 nella semifinale del torneo del 1941, proprio contro i rivali coloniali dell'Union Espanola, salvo poi perdere la finale contro il più forte Magallanes.
Il campionato del 1946 fu vinto in maniera netta dagli "italiani", forti di avere nella propria squadra il portiere Daniel Chirinos (FOTO) e l'attaccante argentino Hugo Giorgi, passato poi al Bologna un anno più tardi.
Il titolo del 1948 fu la naturale conferma del lavoro fatto negli ultimi anni: sotto la guida di Salvador Nocetti e del capocannoniere Juan Zarate, l'Audax conquistò il torneo con una giornata di anticipo a Vina del Mar, casa dell'Everton.
L'ultimo successo è quello del 1957 dove figurava ancora tra i pali Chirinos, vera e propria bandiera del club con cui rimase per quasi tutta la carriera e giocatore più titolato avendo conquistato 3 dei 4 titoli del club.
Artefice dell'ultimo titolo è l'ungherese Ladislao Pakozdi che ha guidato anche la nazionale andina per 6 partite e quella del proprio paese con cui non ha mai perso in 9 partite.
Dopo il 1957 l'Audax ha vissuto molti periodi di alti e bassi, tra cattive gestioni societarie e decenni di bagaglio tecnico all'altezza delle grandi squadre.
Nel 2007 ha conquistato la postemporada del campionato Clausura, assicurandosi il diritto di partecipare alla Copa Sudamericana chiusa con l'eliminazione al secondo turno per mano dell'Universidad de Chile.


L'ultima colonia a prendere parte al professionismo è quella del Palestino, club fondato da immigrati palestinesi nel 1920.
Per ben 32 anni los Arabes parteciparono ai campionati amatoriali accedendo al professionismo solamente nel 1952 conquistando il primo successo 3 anni dopo, trascinati dal centrocampista Roberto Almeyda, passato poi all'Universidad Catolica che ne ha fatto uno dei suoi giocatori più apprezzati.
Quella del 1955 era conosciuta come la squadra de "los millonarios del futebol" per via degli ingenti investimenti che fecero i Yarur, ricca famiglia di origine palestinese stabilitasi in Cile.
Come per l'Union Espanola, anche il Palestino ha avuto i suoi momenti migliori negli anni 70, quando dapprima venne promossa nella massima divisione nel 1972 e poi vinse per due volte la Copa Chile (1975 e 1977).
Fu solo il preludio alla stagione di massimo splendore della squadra tricolor, che nel 1978 conquistò il suo secondo campionato vinto con 4 punti di vantaggio sul Cobreloa e con ben 73 gol realizzati. Vero e proprio trascinatore di quella squadra fu Elias Figueroa (FOTO), da molti riconosciuto come il miglior giocatore cileno di tutti i tempi.
Fortissimo difensore centrale, ha vinto in carriera numerosi titoli con le maglie di Penarol, Internacional ed appunto Palestino. Ha inoltre dedicato un suo stadio a Valparaiso, attuale casa del Santiago Wanderers.
Altro artefice di quella bellissima cavalcata fu Oscar Fabbiani, uno dei più prolifici attaccanti dell'epoca e finora miglior goleador in una singola stagione della squadra Arabe.
Nel 1990 assunse la guida tecnica Manuel Pellegrini, attuale manager del Manchester City che iniziò la sua carriera di allenatore proprio in Cile, suo paese di nascita.
Curiosità: lo scorso 21 dicembre il Palestino si è assicurato il diritto di partecipare alla prossima Copa Libertadores, cosa che non accadeva da 36 anni.


In un calcio dove ora comandano tv e potenti e dove le origini vengono spesso dimenticate, vi abbiamo voluto accompagnare in un piccolo viaggio tra le ande cilene, alla scoperta delle origini e dei campioni che hanno fatto la storia delle prime colonie calcistiche d'oltreoceano.


Matteo Maggio

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