venerdì 11 settembre 2015

ANEDDOTI CALCISTICI - 3

Terza parte del nostro percorso attraverso piccoli aneddoti del passato calcistico. Ringraziamo ancora una volta Adriano Meazza ed il giornale Nduma Insà.

Anni dispari… favorevoli – Curiosità: Juan Alberto Schiaffino, uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, vinse lo scudetto col Penarol in Uruguay nel 1949-’51 e ’53 e col Milan nel ’55, ’57 e ’59. Definizione datagli dal grande Gianni Brera e tratta da internet: “Forse il più grande regista che sia mai esistito. Aveva nei piedi due fari con i quali inventava e illuminava il gioco,”

Rinunce forzate: Le rappresentative danubiane rinunciarono in massa ai mondiali del 1950. La caotica situazione in cui versavano i paesi dell’Europa centrale non permise loro di allestire formazioni adeguatamente strutturate. Oltre a ciò, le condizioni economiche delle nazioni non permisero il compiersi di vari progetti. Morale: Austria - pur dopo una regolare iscrizione alle qualificazioni - Cecoslovacchia ed Ungheria se ne rimasero a casa. Soprattutto i magiari avrebbero potuto recitare da protagonisti: erano i tempi di una superba fioritura di campioni, con i vari Puskas, Kocsis, Czibor e Hidegkuti pronti a mettersi in mostra.     

Banks saracinesca: Inghilterra, Mondiale 1966 – Il portiere della nazionale inglese Gordon Banks stabilisce il record di imbattibilità iniziale. Per 442 minuti la sua porta non capitola; a superarlo per primo in semifinale è il portoghese Eusebio, ma soltanto su calcio di rigore. Banks migliora il record stabilito da Gilmar ai mondiali del 1958, quando il portiere brasiliano fu battuto dopo 369 minuti di gioco dal centravanti francese Fontaine.


Portieri dormienti: Nel corso di una partita di fine anni ’40, Milan-Sampdoria, disputata a Marassi, lo svedese Nils Liedholm colse impreparato l’estremo difensore blucerhiato con un tiro da metà campo, Non ricordo però il nome del malcapitato portiere doriano (Bonetti?). E sempre a proposito di Liedholm, per un passaggio sbagliato, dopo ben mille e passa minuti di calcio giocato senza incorrere nel benchè minimo errore in fase di appoggio, ricevette affettuosamente uno scrosciante applauso dal pubblico per questa… sua disattenzione.

Promesse non mantenute; Guillermo Stabile fu acquistato dal Genoa, rivale della Pro Vercelli ai tempi dei pionieri del calcio, al termine dei mondiali del 1930 svoltisi in Uruguay e nei quali fu capocannoniere con 8 reti. Il regime fascista impose subito alla società ligure di italianizzarne il nome. Era soprannominato “el filtrador” per la sua facilità di infiltrarsi in area di rigore palla al piede. Ebbe una  discontinuità di rendimento causata, oltre che da dissapori con l’allenatore, anche da infortuni di gioco (nel ’31, tentando di scavalcare il portiere alessandrino Rapetti, si ruppe la gamba destra). Giocò in seguito nel Napoli e nel Red Star in Francia prima di rientrare in Argentina, dove rimase alla guida della Seleccion per vent’anni, fatto clamorosamente insolito per quel calcio.


Fughe clamorose: Jimmy Greaves, attaccante inglese del Chelsea, venne ingaggiato dal Milan nella stagione 1961-62, ma dopo alcune partite nelle quali aveva fatto intravedere indiscusse qualità, se ne ritornò in Inghilterra. Emulò, una dozzina di anni dopo, in questa sua fuga improvvisa e che colse tutti di sorpresa, l’argentino Boyè, attaccante del Genoa che piantò tutti in asso andandosene alla chetichella.
Il Milan non lo rimpianse più di tanto, in quanto la sua sostituzione con il “classico” brasiliano Dino Sani in cabina di regia si rivelò una mossa azzeccatissima che portò alla conquista dello scudetto. Calcarono i palcoscenici italiani in quegli anni, seppur per un breve periodo, alcuni calciatori provenienti d’oltre Manica: Hitchens (centravanti dell’Inter), Law e Baker, entrambi attaccanti scozzesi del Torino.


Matteo Maggio

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