venerdì 12 dicembre 2014

UN POLACCO SULL'EGEO

Vi ricordate quando in qualche articolo fa parlammo di Ally McCoist, l'attaccante scozzese divenuto vero e proprio simbolo in patria, nella sua Glasgow? Bene; raccontavamo di quanto sia difficile essere profeti in patria, in tanti non ci sono riusciti altri, come McCoist, lo hanno fatto in maniera perfetta.
Al contrario è forse più semplice essere profeti nella patria di altri. Gli esempi sono innumerevoli, ma non sempre ci si ricorda di tutti.
Personalmente, quando iniziai a seguire il calcio, rimasi stupito da qualche calciatore in particolare; ce n'era uno che però purtroppo non riuscivo a seguire come volevo, giocava in uno stato dove il calcio non è molto seguito, cosicché mi dovetti basare su sporadici filmati (davvero si contavano sulla punta delle dita) e sulle sapienti pagine del calcio estero del Guerin Sportivo. Quel giocatore risponde al nome di Krzysztof Warzycha, prolificissimo attaccante polacco classe 1964.



Cresce calcisticamente nel Ruch Chorzow dove in 7 stagioni, tra giovanili e prima squadra, realizza circa 70 gol, guadagnandosi nel 1990 la chiamata del Panathinaikos di cui diventerà indissolubile bandiera per 15 anni.
L'operazione della squadra greca è tutt'altro che casuale. Warzycha, nel 1989, vince il campionato polacco diventandone anche il capocannoniere grazie ai suoi 24 gol in 30 partite, più o meno la metà di tutti quelli realizzati dalla squadra biancoazzurra.
Chi pensa che lo stacco tra Polonia e Grecia (due stati l'uno l'opposto dell'altro per politica e clima) sia un ostacolo per il 26enne polacco si sbaglia di grosso.
Ci sono da smentire anche tantissimi addetti ai lavori polacchi, i quali credevano che il campionato greco era di gran lunga inferiore a quello polacco e dove Warzycha non si sarebbe adattato al nuovo contesto.
Nel suo primo anno con la maglia verde spedisce nelle porte avversarie 14 palloni, conquistando da subito il campionato ed entrando nei cuori dei propri tifosi in maniera quasi folgorante; per tutti diventerà Christof Wazecha.
La conquista del titolo viene accolta con grande gioia dai sostenitori della capitale che non vedevano la propria squadra trionfare da 3 anni.
Ben presto in città, sponda color verde ovviamente, ci si accorge che l'acquisto di Warzycha può regalare qualcosa di più che il titolo locale, vinto 20 volte a discapito di un dominio devastante dei cugini dell'Olympiakos.



Il video che avete appena visto è semplicemente una piccola parte di ciò che ha fatto il polacco nella sua avventura greca. Pur non avendo un fisico prestante (è alto 178 cm) ha delle movenze da "numero 10" ed un piede preciso e potente da "numero 9", il che può regalare più di una variante tattica ai suoi allenatori.
In alcune giornate si ha l'impressione che Warzycha possa tranquillamente giocare e vincere da solo le partite; i momenti di vuoto sono davvero pochi per il terrore delle difese avversarie, spesso in affanno quando si ritrovano davanti il fenomeno polacco.
Ciò che manca è la vittoria della classifica marcatori, ma giocando in un campionato dove Saravakos (suo compagno di squadra) e Dimitriadis (AEK Atene) vanno in gol con la stessa facilità non è per niente facile. Il primo titolo di capocannoniere arriva nella stagione 1993/1994 quando realizza 24 gol non riuscendo però a contribuire alla vittoria del titolo.
Se ci soffermassimo un attimo sulle statistiche ci accorgeremmo della costanza con cui va a segno il bomber polacco. Nella stagione precedente a quella di capocannoniere realizza ben 32 gol ed in quello successivo 29 che gli valgono il secondo titolo personale consecutivo.
Il campionato 1994/1995 è praticamente stradominato dal Pana che sbaraglia la concorrenza terminando il cammino con ben 16 punti di vantaggio sui cugini biancorossi a cui rifila questo gol.



I verdi di Atene non hanno mai avuto fortuna nelle Coppe Europee, complice un livello non eccelso del calcio greco ed una netta superiorità delle compagini continentali più forti.
Ma la Coppa Campioni 1995/1996 segna in qualche modo un momento storico, nonostante il Pana non riesca a trionfare.
Dopo aver faticato nello sbarazzarsi dell'Hajduk Spalato nel turno preliminare, gli uomini allenati da Juan Ramon Rocha vincono il girone A lasciandosi alle spalle Nantes, Porto ed Aalborg. Ad onor del vero il Pana aveva giocato la prima partita del girone contro la Dinamo Kiev perdendo 1-0, ma a seguito della squalifica degli ucraini era stato ripescato l'Aalborg che riuscì ad imporsi 2-1 (di Warzycha l'inutile gol greco).
Al termine del girone Krzysztof realizza solamente 3 reti, ma è nella seconda fase che si scatena dapprima rifilando 2 gol al Legia Varsavia nei quarti e poi realizzando uno storico gol allo stadio De Meer nella semifinale contro l'Ajax. Quello di Warzycha sarà infatti l'ultimo gol segnato nel vecchio stadio dei lanceri, per di più interrompendo un'imbattibilità casalinga degli olandesi che durava da 4 anni.



Purtroppo non sarà sufficiente a spedire in finale il Pana che soccomberà al ritorno sotto una prova perfetta dell'Ajax, bravo ad imporsi per 3-0 allo Spyros Louis.
Mentre in patria continuano a fioccare i gol, Warzycha rimane vittima di un incidente stradale dal quale ne esce incredibilmente illeso e neanche la paura scalfisce la voglia di gol dell'attaccante polacco che a cavallo dei due campionati (1997 e 1998) insacca una cinquantina di gol che però non porteranno alcun trofeo nella bacheca del Pana.
Rimarrà ad Atene fino alla stagione 2004 alla veneranda età di 40 anni. E' tutt'ora il maggior cannoniere della storia del trifoglio avendo realizzato 244 gol in 390 partite; meno prolifica l'avventura nella nazionale polacca dove racimola appena 9 gol in 50 partite.
Non sarà stato profeta in patria, ma se chiedete a qualche tifoso del Pana chi è stato uno dei giocatori più forti di tutti i tempi, state pur certi che Wazecha troverà sicuramente posto.


Matteo Maggio

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