venerdì 11 dicembre 2015

IL MONDO DEGLI APODOS SUDAMERICANI


Sarà che i cognomi sono molto simili, sarà la forte ironia presente in quella zona, fatto sta che L'america delSud non solo sforna talenti calcistici in quantità industriale ma regala anche perle come i nomignoli o apodos dati ai calciatori. Anzi, si possono addirittura dividere per categoria:
Per esempio dal luogo di nascita, come Tevez, chiamato FUERTE APACHE come il barrio in cui è nato. Poi troviamo EL PAMPA Sosa, cresciuto nell'immensa foresta argentina, EL GRINGO (termine utilizzato in America Latina per chiamare stranieri con diversa cultura) Heinze e Ronaldinho, detto EL GAUCHO (abitante di una zona del Brasile).
Se per il popolo sei veramente un FENOMENO (Ronaldo, quello autentico) potrai essere eletto PRINCIPE (Milito o Francescoli) IMPERATORE (Adriano) o incoronato O'REI (Pelè). Con i capelli lunghi potresti diventare EL REY LEON (Batistuta).
Passando alla categoria O'ANIMAL (Edmundo) si parte con specie aggressive (EL TIGRE, EL LOBO, ESCORPION Higuita o EL MURCIELAGO Mista), gi animali da fattoria come EL POLLO Olivera, EL PATO Abbondancieri, EL PICHON Burdisso, EL BURRITO (asinello) Ortega e LA GALINA DE ORO Maxi Lopez. Da ricordare anche EL MONO (Scimmia) Burgos. Attenzione! Tra questi animali è facile trovare qualche PIOJO o PULGA! (pidocchio o pulce, Claudio Lopez e Messi)


                                                           ( "El Mono" German Burgos)
 
Per gli amanti dei cartoon troviamo EL KUN Aguero (derivnte da KUM KUM, un personaggio manga) BAM BAM Zamorano, EL CHAHA (dalla somiglianza alla maga di un cartone animato, Chachavacha) Forlan e LA BRUJITA (streghetta) Veron.

mercoledì 9 dicembre 2015

EL ZARAGOZA VA A GANAR

Quando non si hanno a disposizione grandi campioni o presunti tali, l'unica strategia per vincere è quella di puntare su di un coeso e valido gruppo, mettendo a capo dello stesso un allenatore capace e carismatico. 
Molte volte tali parametri hanno avuto la meglio sul blasone ed il valore sulla carta altrui, ribaltando in pieno i troppo facili pronostici della vigilia.
L'edizione 1994/1995 della Coppa delle Coppe rientra in pieno in tale casistica, proprio perché a vincerla è una squadra in apparenza inferiore alle avversarie, ma superiore per spirito ed organizzazione tattica.
Guidata in panchina da Victor Fernandez, il  ottiene il trofeo più importante della sua storia, con un apice finale davvero particolare.


L'allenatore sfrutta al meglio gli anni passati alla guida della squadra della sua città, per implementare un sistema di gioco sulla carta semplice ma molto efficace.

venerdì 4 dicembre 2015

CURIOSIDAD: CLUB SPORTIVO ITALIANO

Anni '50. Il futuro, nell'Italia del dopoguerra è più grigio che mai. Tempo di far le valigie, partire verso l'America, verso i sogni di felicità e successo. Una delle mete favorite? Argentina, Buenos Aires. Migliaia di persone partirono per il "nuovo mondo" portandosi non solo la classica valigia di cartone ma anche la passione più grande... il calcio.
Ed è proprio a Buenos Aires, nel distretto di "La Matanza" che la storia del Club Sportivo Italiano ha inizio. Durante un torneo chiamato "Fernet CUP" si decise di riunire tutti i migliori giocatori (tutti italiani, ovviamente) e di formare una squadra sola, l'Associazione del calcio Italiano in Argentina (A.C.I.A). E' il 1955 e Pasquale Centrone è il presidente della prima squadra di italiani in terra Argentina.
 

 
Il colore della divisa? Che domande... Bianco, verde e rosso, sostituiti poi negli anni dalla classica maglia azzurra della Nazionale ma con richiami costanti al Tricolore.

mercoledì 2 dicembre 2015

EL LOCO HOUSEMAN

La storia del calcio è colma di calciatori che solo sporadicamente o parzialmente hanno messo in mostra concretamente il talento che madre natura ha donato loro.
Molti di questi campioni hanno pagato una personalità troppo fragile per imporsi ad alti livelli o, al contrario, si sono persi nel momento migliore della carriera, pagando un carattere difficile ed intransigente.
In Argentina di fronte a giocatori dal temperamento particolare ed imprevedibile si usa il termine Loco, vezzeggiativo che identifica molti personaggi che hanno fatto comunque la storia del calcio sudamericano.
Uno di questi è sicuramente René Houseman, in assoluto una delle ali più forti di tutti i tempi ed autentico incubo per qualsiasi difesa negli anni '70.


Nato a La Banda nel 1953, Houseman cresce calcisticamente nei Defensores de Belgrano, dove viene immediatamente notato dall'Huracan, che lo acquista nel 1973.

venerdì 27 novembre 2015

INFORTUNI, SQUALIFICHE E FUMETTI...

Altro appuntamento con gli aneddoti calcistici di Adriano Meazza direttamente dalla redazione del giornalino "Induma Insà", che come sempre ringraziamo per la collaborazione.
 
La “Samp dei vecchietti”: Definizione ricorrente a fine anni ’50 ed inizio ’60 ad indicare la compagine blucerchiata composta in prevalenza da calciatori che si avvicinavano alla trentina o superavano questa soglia. Vecchietti, invero, arciarzilli: ricordiamo i vari Pin, Farina, Agostinelli, Chiappin, Ocwirk, Skoglund, Cucchiaroni, gli slavi Veselinovic e Boskov
 
 
(come allenatore, tanti anni dopo fu alla guida della Samp che conquistò lo scudetto nel 90 – 91), il laterale Vicini (all’epoca relativamente giovane, che parecchi anni dopo divenne CT della nazionale). Grazie a loro, la formazione blucerchiata

mercoledì 25 novembre 2015

IL FIGLIO DI DIO

Agli albori del 900 il calcio italiano inizia a darsi una parvenza di tattica ed a stabilire in termini molto semplici le funzioni dei vari ruoli sul rettangolo di gioco.
L'interpretazione di questi ultimi è ovviamente un tantino grossolana, specialmente per quanto riguarda i compiti dei difensori, chiamati esclusivamente a spazzare l'area ed a marcare il diretto opponente, interpretando i primi rudimentali concetti di fuorigioco.
Dal 1909 però nelle giovanili del Milan inizia a brillare un giovane talento che, dopo aver fatto sue tali mansioni, le rivoluziona attraverso una nuova interpretazione del ruolo di terzino.
Il modo nel quale gioca Renzo De Vecchi è a dir poco "moderno", tanto da renderlo un vero e proprio precursore dei grandi difensori italiani che il mondo del calcio conoscerà negli anni a venire.
 
 
Inizialmente viene schierato coma ala sinistra, ma ben presto arretra il suo baricentro per giocare definitivamente come terzino di fascia sinistra.

mercoledì 18 novembre 2015

OLEG SALENKO

Il Mondiale ha la particolare capacità di consacrare definitivamente un grande campione o di far conoscere al grande pubblico qualche potenziale fuoriclasse.
La più importante competizione per nazionali talvolta mette in mostra però giocatori che solo nel mese di competizione mostrano un particolare talento o una temporanea quanto strabiliante abilità.
Molti giocatori conoscono al campionato del mondo una momentanea gloria, che pian piano svanisce e diventa anno dopo anno sempre più effimera.
I casi in questione sarebbero tanti, ma uno in particolare spicca su tutti, in virtù di una carriera decollata all’improvviso e precipitata dopo l’apice del Mondiale 1994.
Proprio negli USA Oleg Salenko si laurea capocannoniere del torneo, per poi perdersi tra problemi di vario tipo.




Il suo nome inizia a circolare all’indomani del Mondiale Under 20 del 1989, quando con la rappresentativa sovietica vince la classifica cannonieri con 5 reti, mettendosi in mostra come uno dei talenti più interessanti della sua annata.