martedì 28 marzo 2017

HAJDUK'S TWINS

La particolarità delle coppie di fratelli nel calcio trasmette un senso di insolito e fascino che rende i suddetti atleti ricordati nel tempo anche oltre i propri meriti sportivi.
A maggior ragione questo succede con i gemelli, fenomeno ovviamente meno diffuso, ma non per questo insolito per la lunga storia del calcio
Sovente alla particolarità si aggiunge però la qualità dei suddetti giocatori, in alcuni casi veri e propri campioni.
In un nostro precedente articolo abbiamo parlato dei gemelli van de Kerkhof, eccelsi centrocampisti olandese, protagonisti di una eccellente e vincente carriera, vissuta per buona parte in simbiosi.
Anche la Jugoslavia può vantarsi di avere dato i natali ad un'altra celebre coppia di gemelli, anch'essa di altissimo livello e perfettamente coesa nelle scelte.
Stiamo parlando di Zlatko Vujovic e Zoran Vujovic, autentiche leggende del calcio balcanico, paradossalmente divisi solo dal ruolo in campo, essendo il primo un prolifico attaccante ed il secondo un efficace difensore.




Qualità che mettono da subito in mostra delle giovanile dell'Hajudk Spalato, diventando ben presto due elementi fondamentali di quella che viene definita la Zlatna Generacja (generazione d'oro).

Sbocciati nel periodo finale di tale irripetibile periodo, hanno l'opportunità di giocare con campioni quali Jurica Jerkovic (già raccontato in un nostro articolo), Ivan Šurjak, Ivan Gudelj,  Branko Oblak, Luka Peruzović e molti altri.
Gli anni'70 sono effettivamente il miglior momento storico degli Hajduci, che fanno incetta di coppe e campionati, riuscendo a prevalere sulle storiche grandi del campionato jugoslavo, quali Dinamo Zagabria, Stella Rossa e Partizan.
Zlatko mette subito in mostra un fiuto del gol notevole, tanto che le cifre parlano di 182 gol fatti in 420 apparizioni in campionato, delle quali 16 in campo internazionale che ancora oggi lo vedono quale miglior realizzatore del club in tale contesto.
A tal proposito nella Coppa Uefa 1983/1984 i suoi 5 gol  trascinano i Bili fino alla semifinale persa contro il Tottenham.
Nel 1984/1985 si toglie anche la soddisfazione di vincere la classifica cannonieri con 25 reti, iscrivendo il suo nome in un albo d'oro composto da autentici fenomeni.
Zoran è un arcigno difensore implacabile nella marcatura ad uomo, ma non di meno completo e valido dal punto di vista tecnico, tanto da essere impiegato con profitto anche da centrocampista. A tal proposito va segnalata una certa dimestichezza con il gol, tanto da arrivare a segnare 66 reti in 428 partite disputate.
Entrambi giocano nella squadra di Spalato per 10 anni, differendo solo per l data di esordio (Zlatko nel 1976, Zoran nel 1977), diventando i veri simboli di una settore giovanile tra i migliori dell'epoca.
Situazione che si crea anche in nazionale, dove fanno il loro esordio nel 1979 e con la quale partecipano al Mondiale del 1982, conclusosi nel girone iniziale per la rappresentativa allenata da Miljan Miljanić.
Curiosamente solo il sempre prolifico Zlatko partecipa anche all'Europeo del 1984, mentre il Zoran non viene preso in considerazione dal nuovo commissario tecnico Todor "Toza" Veselinović.
Ai due manca solamente l'affermazione a livello internazionale, nonostante l'Hajuduk si faccia valere anche in campo internazionale, come nella Coppa Campioni 1979/1980, quando viene estromessa dopo un'appassionante doppio quarto di finale dall'Amburgo.
Nella partita di ritorno, vinta inutilmente per 3-2, Zlatko Vujovic è in assoluto uno dei grandi protagonisti.


Nella stagione 1985/1986 l'Hajduk compie un altro ottimo cammino, arrestandosi però ai quarti di finale per mano del Waregem solamente dopo i calci di rigore.
Durante il suo percorso la squadra jugoslava aveva eliminato il Torino, battuto allo stadio Poljud per 3-1, grazie anche ad un rigore di Zlatko Vujovic.


Nel 1986 entrambi i fratelli abbandonano la Prva Liga per misurarsi con il più blasonato ed economicamente redditizio campionato francese: accettano infatti l'offerta del Bordeaux con il quale vincono subito il campionato e la coppa nazionale.


Entrambi sono decisivi per il doppio successo, con Zoran perfetto marcatore e Zlatko a suo agio anche con le difese transalpine, alle quali segna 12 reti in campionato, più una nella finale di coppa contro il Marsiglia.


L'attaccante si ripete nella finale di Supercoppa, quando una sua rete vale la vittoria per 1-0 contro il Paris Saint Germain in un'equilibrata  partita giocata a Pointe-à-Pitre .
Nel 1988 cambiano nuovamente entrambi maglia per approdare al Cannes, destinazione che rappresenta un vero e proprio spartiacque per la loro carriera: mentre Zlatko vive un'ottima stagione segnando ben 18 reti in campionato, Zoran gioca poco a causa degli infortuni, finendo per entrare in camp solo 7 volte in stagione.
Alla luce di tali difficoltà decide di fare ritorno in patria, dove gioca una stagione sempre tormentata da problemi fisici con la Stella Rossa, con la quale vince comunque il campionato.
Nel 1991 ritorna in Francia, dove gioca scampoli di partite con Cannes, Cannes 2 e Nizza, prima di appendere le scarpe al chiodo nel 1993.
Il fratello invece, vive ancora 4 stagioni positive in Francia, segnando con buona continuità con Paris Saint Germain, Sochaux e Nizza, dove gioca la sua ultima stagione proprio con il gemello anche lui approdato, come detto, ai Les Aiglons.
Anche lui termina la carriera nel 1992, non prima di aver preso parte al Mondiale del 1990, vero e proprio canto del cigno di una nazionale che viene eliminata dai quarti di finale dall'Argentina di Maradona.
Al termine della rassegna abbandona la maglia della nazionale dopo 70 partite e 25 gol (2° per presenze e 8° marcatore di sempre dei Plavi), mentre il fratello lo aveva preceduto l'anno prima, chiudendo la sua esperienza dopo 34 partite condite da 2 gol.


Identici dal punto di vista somatico, quanto più distanti diversi possibile sul terreno di gioco, i Vujovic sono in assoluto una delle migliori coppie di gemelli mai viste.
Meritano una menzione particolari per essere emersi proprio nella penisola balcanica, dove il talento abbonda da sempre e la concorrenza nei rispettivi ruoli è stata sempre fortissima
Per quanto hanno fatto con la maglia dell'Hajudk dalle parti di Spalato sono ancora oggi conosciuti come i Gemelli d'Oro.








Giovanni Fasani

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