domenica 9 ottobre 2016

MA PERCHE' SI CHIAMA VOLANTE?

La nomenclatura calcistica internazionale ha ormai consolidato termini che si sono tramandati decade dopo decade, rendendoli ai giorni nostri dei veri e propri dati di fatto.
Alcuni di essi divergono però da continente a continente o addirittura da nazione a nazione, diventando dei veri e propri marchi di fabbrica in determinate parti del mondo.
In Europa il centrocampista che agisce davanti alla difesa viene chiamato genericamente mediano, ereditando il nome da quello che era il centromediano metodista tanto utile nell'applicazione dell'arcaico Metodo.
Negli ultimi tempi si è preso, in prestito dal basket, il termine playmaker, affidando a tale calciatore il compito di "fare" gioco, impostando con costrutto ed acume la manovra offensiva.
In Sudamerica a tale ruolo viene dato il nome di Volante, volendo appunto indicare un giocatore cardine ed indispensabile per lo sviluppo della manovra.




Ma perché si chiama in tal modo?
La risposta ricade nella figura mitica di Carlos Volante, eccelso centrocampista argentino distintosi in tale mansione dagli anni '20 fino alla prima metà degli anni '40.



Proprio nel suo paese di nascita avviene la sua crescita calcistica, in squadre del calibro di Lanus e soprattutto platense.

Dotato di fisico statutario e grande grinta, si mette ben presto in luce come un centromediano insuperabile, capace anche di proporsi come riferimento per la costruzione della trama offensiva.
In patria gli attribuiscono il soprannome di Omibus, concentrando maggiormente l'attenzione sulle sue dati fisiche in luogo di una saggezza tattica invidiabile.
Le ottime prestazioni nel campionato argentino con Platense, San Lorenzo e Velez Sarsfield gli valgono la chiamata dal campionato italiano, negli anni '30 mercato ricco e molto interessato al contesto sudamericano.
Per Volante è una sorta di ritorno alle origini, essendo i suoi genitori nativi di Alessandria, poi emigrati in Argentina in cerca di fortuna.
Per lui si apre la possibilità di confrontarsi nuovamente con uno dei centromediani più forti del periodo, il connazionale Luisito Monti, nel 1931 arrivato alla Juventus.
I due vengono erroneamente paragonati, pur essendo assai differenti, in virtù di una diversa interpretazione del ruolo.
Laddove Monti è falloso ed eccessivamente aggressivo, Volante usa il suo fisico in modo più consono, non venendo mai ammonito durante la sua carriera in Argentina.
Il talento nativo di Lanus si fa apprezzare anche per i notevoli fondamentali tecnici, sviluppando una nuova concezione della sua mansione in campo.
Il forte centrocampista approda dapprima a Napoli, poi a Livorno (addirittura in serie B) e successivamente a Torino, dove solo in parte apprezzano le sue caratteristiche e la straordinaria importanza strategica del suo contributo, valutabile appieno solo da un occhio professionale.
Volante non è un giocatore che segna gol o che regala giocate da urlo, richieste invece da un pubblico che vorrebbe ogni sudamericano come un mostro di tecnica.
Non soddisfatto dell'esperienza italiana decide nel 1933 di trasferirsi in Francia, dove gioca positive stagioni nel Rennes, nell' Olympique Lillois e nel CA Paris.
Nel campionato transalpino diventa ben presto uno dei giocatori più acclamati e desiderati ma, paradossalmente, sarà in Brasile che il suo nome entra di fatto nella leggenda.
Dapprima entra nel giro della nazionale brasiliana con il ruolo di massaggiatore: partecipa infatti alla sfortunata spedizione della Seleçao al Mondiale del 1938, venendo reclutato appunto nello staff al seguito dei giocatori.
L'anno successivo, a causa dell'imminente conflitto bellico, sfrutta i contatti con la federazione brasiliana per ottenere un ingaggio dal celebre Flamengo.




A Rio de Janeiro ha la possibilità di giocare con la stella Leonidas, contribuendo alla vittoria di tre campionati Carioca.
In Brasile il centrocampista davanti alla difesa ha compiti maggiormente difensivi e le qualità di Volante vengono apprezzate, tramandando ai posteri il suo nome.
Tale termine diventa di dominio in tutto il Sudamerica, ma mentre nei paesi di lingua ispanica viene attribuito ad ogni tipo di centrocampista, nel campionato brasiliano si parla esclusivamente di Volante in termini di centrocampista davanti alla difesa.
L'aver dato il proprio nome ad un ruolo la dice lunga sul valore del giocatore argentino, che ha dovuto girare due continenti per trovare la definitiva consacrazione nell'odiato brasile.







Giovanni Fasani

1 commento:

  1. Chapeau ! Ovviamente, da "malato" di calcio argentino, conoscevo la storia ... ma l'articolo è davvero dettagliato e scorrevole.

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