martedì 10 novembre 2015

CHI MI DAI IN CAMBIO DI MARADONA?

Nel 1980 il Boca Juniors perfeziona l'acquisto di quello che per molti è il giocatore più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona. Tale operazione si perfeziona al termine di una lunga trattativa, arrivata in porto battendo sul tempo altri blasonati club, desiderosi anch'essi di tesserare il futuro Pibe de Oro.
I dirigenti del Boca compiono un gravoso sacrificio economico, versando nelle casse dell'Argentinos Juniors 2 milioni di dollari, aggiungendovi il cartellino di ben 4 giocatori.
Se la cessione di Miguel Angel Bordon, Mario Zanabria e Carlos Damian Randazzo sembra passare in secondo piano, quella di Carlos Horacio Salinas getta nello sconforto più di un tifoso degli Xeneizes.
Infatti tale ottimo centrocampista è uno degli idoli della tifoseria della Bombonera, nonché del giovane Diego Armando Maradona e di suo padre Don Diego.


Nato a San Miguel de Tucuman nel 1954, Salinas cresce calcisticamente nel River Plate dove ha la possibilità di esordire in prima squadra nel 1974, disputando 12 partite nella stagione in questione.

Nello stesso periodo di guadagna le uniche esperienze con la selezione Argentina, giocando 6 partite e segnando 3 gol durante i giochi Panamericani.
Nel 1976 passa al Chacarita Juniors dove si mette in mostra come un centrocampista dalla classe straordinaria, in grado realmente di cambiare con una giocata il corso di una partita.
In campo si muove con assoluta libertà, fornendo preferibilmente imprevedibili assist, ma non disdegnando talvolta anche la giocata personale, potendo contare anche su di un fisico estremamente possente.
Ogni sua giocata è istintiva e spontanea, soprattutto per quanto riguarda il dribbling, assolutamente efficace in qualsiasi situazione e zona di campo.
In campo gioca con grande personalità, non mostrandosi mai remissivo neanche al cospetto di avversari fallosi o scorretti, da lui sovente sbeffeggiati con giocate ad alto contenuto tecnico.
Dopo 96 presenze e 19 reti nel 1978 il suo talento viene notato dal Boca Juniors che lo acquista affidandogli idealmente la squadra, con il compito di guidare al meglio le manovre offensive della squadra.
Le attese non vengono tradite e Salinas è decisivo per la vittoria della Copa Libertadores e della Coppa Intercontinentale relativa alla stagione precedente.
In merito a quest'ultima manifestazione il giocatore tucumano gioca probabilmente la migliore partita della sua carriera: dopo il paraggio per 2-2 in Argentina, il Boca Juniors si presenta a Mönchengladbach con la necessità di vincere la partita. Salinas gioca una partita sontuosa, regalando strepitose giocate e segnando il gol che fissa il risultato sul 3-0 finale.


Il suo apporto è decisivo anche nella finale di Copa Libertadores del 1978, quando con un gol partecipa al successo finale contro l'America di Cali per 4-0.
Più dei gol, mai tanti nella sua carriera, contano le sue giocate e la sicurezza con la quale i compagni affidino a lui ogni pallone, sicuri che lo gestirà in modo impeccabile.
Alla luce di tali strepitose prestazioni diventa un idolo assoluto, tanto da iniziare a vivere da vera e propria star in quel di Buenos Aires.
Diventa altresì uno dei giocatori più pagati del periodo, tanto da spendere buona parte delle entrate in auto, case e nell'inevitabile quanto amata vita mondana.
A soli 24 anni Salinas è uno dei giocatori più forti del panorama sudamericano, con ancora ampi margini per migliorare un profilo tecnico di grandissimo valore.
A limitarlo però un carattere irascibile ed imprevedibile, che gli vale l'appropriato soprannome di Loco.
Molte volte non riesce a controllare la sua aggressività che sfocia sovente in cieca violenza, tanto che non si contano le risse da lui scatenate al di fuori del rettangolo di gioco.
Ma anche in campo ci mette poco a perdere la testa: proprio nel 1978 durante una partita contro l'Huracan prende per il collo il malcapitato arbitro Abel Gnecco, vedendosi attribuire ben 25 giornate di squalifica.
Scontata la squalifica fa ancora parlare di se per un'altra aggressione, questa volta verso un tifoso dell'Estudiantes, al quale tira in faccia uno scarpino, scatenando una conseguente rissa generale.
Nel 1980 il Boca Juniors, stanco di tali atteggiamenti, lo cede volentieri all'Argentinos Juniors, nella già citata operazione per acquisire Maradona.
Salinas con la maglia dei Bichos Colorados sembra però un altro giocatore, troppo provato dalle continue polemiche sul suo conto e da alcuni eccessi che cominciano a farsi luce nella sua vita.
La sua innata classe si vede solo a sprazzi ed anche la successiva esperienza con l'Independiente mette in mostra un giocatore non più all'altezza di quanto fatto solo quattro anni prima.
Nel 1982 abbandona l'Argentina per andare in Colombia dove viene ingaggiato dall'Independiente Medellin. Nonostante il cambio di nazione i suoi problemi sembrano addirittura aumentare, tanto che alcune voci parlano di alcune partite da lui giocate sotto gli effetti di alcol e droghe.
A nulla serve il passaggio al Deportivo Pereira ed un nuovo tentativo con l'Indipendiente Medellin, tanto che nelle ultime due stagioni scende in campo solo 11 volte.
Nel 1986 mette fine ad una tormentata carriera, finendo ancora oggi per vivere della scarsa pensione pagatagli dal Boca e con seri problemi di dipendenza dall'alcol.
Il triste epilogo getta un forte ombra su di un giocatore dotato di un raro talento, guidato solamente da una personalità particolare, che nel bene, ma soprattutto nel male, lo ha portato ad un triste quanto imprevedibile declino.
Ingeneroso sarebbe far passare Salinas come una mera merce di scambio inserita per arrivare a Maradona: per i tifosi del Boca el Loco è stato uno dei più grandi talenti mai visti calcare la Bombonera.
E da quelle parti di campioni se ne intendono....


Giovanni Fasani

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